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11/05/2006
DOMENICA 14 MAGGIO GIORNATA DELLE "CHIESE APERTE"

Questo l'elenco delle Chiese che Archeoclub d'Italia, grazie ai volontari delle sue sedi locali, terrà aperte nella giornata di domenica 14 maggio p.v.

TRENTO
LUNEDI' 1 MAGGIO 2006, Via Alfieri
apertura della Cappella intitolata ai Santi Martiri Anauniensi Sisinio, Martirio e Alessandro con visite guidate dalle 10 alle 12,30 e dalle 14 alle 17.
Chiusura con concerto di violino della prof. Cristina Giovannini.
Cenni storici
La Sede di Trento, in occasione della giornata delle Chiese Aperte aprirà la cappella privata dedicata ai Santi Martiri anauniensi. Si tratta di tre monaci, Sisinio, Martirio ed Alessandro che, alla fine del quarto secolo, attirati dalla fama della Fede del Vescovo milanese Ambrogio, dalla Cappadocia sitrasferirono a Milano. In seguito furono inviati presso il Vescovo di Trento Vigilio, da cui ebbero l'incarico di una missione irta di ostacoli : quella di evangelizzare l'Anaunia, una valle ancora immersa nel paganesimo, affidando loro l'incarico ministeriale di diacono, lettore ed ostiario. Vennero poi martirizzati a causa della loro Fede.
Si tratta di un oratorio privato collocato all'interno di Palazzo Fugger, fatto costruire nel 16° secolo dal potente banchiere di Augusta Giorgio Fugger padrone di miniere e fondachi in tutta Europa.
In questa cappella, nel gennaio del 1837, furono celebrate fastosamente le nozze del Re di Napoli, Ferdinando II di Borbone, con Maria Teresa, arciduchessa d'Austria. La sacra unione venne benedetta dal Vescovo di Trento Nepomuceno de Tschiderer.

PERUGIA
DOMENICA 7 MAGGIO 2006
Chiesa di Santa Maria Nuova
In occasione della manifestazione “Chiese Aperte” la Sede di Perugia propone quest’anno, domenica 7 maggio, la visita alla chiesa di Santa Maria Nuova. Fra le più prestigiose chiese perugine e sacrario di importanti memorie cittadine è situata in via Pinturicchio nel quartiere di Porta Sole. Qui si insediarono i monaci silvestrini trasferiti in San Fortunato dal 1540 per lasciare il luogo ai Servi di Maria a causa della distruzione della loro chiesa in Colle Landone voluta da Paolo III Farnese per la costruzione della Rocca Paolina.
La visita alla chiesa, sebbene molti dipinti tra i più rappresentativi abbiano oggi altra collocazione, presenta ancora enorme interesse per la bellezza della sua architettuta (interno, Oratorio del Crocefisso, chiostro, campanile) e per la ricchezza delle opere ancora qui conservate: dagli importanti affreschi quattrocenteschi attribuiti a Lazzaro Vasari, al gonfalone di Benedetto Bonfigli, al coro ligneo di Paolino da Ascoli e Giovanni di Montelparo alla Sepoltura di Cristo di Felice Pellegrini. Va rammentata anche la cappella della Compagnia degli Oltremontani e l’arca contenente i resti mortali di Braccio Baglioni morto nel 1479..

RAGUSA
Chiesa di San Filippo Neri
A Ragusa Ibla, patrimonio dell'UNESCO, la nostra sede manterrà aperta la chiesa di "San Filippo Neri" - edificata verso il 1600 dalla Confraternita omonima, scampata in buona parte al tremendo terremoto del 1693 che distrusse la Val di Noto; è ad unica navata con 4 altari ed una cappella laterale affrescata; fu resa sacramentale nel 1692 con Breve Apostolico di Papa Innocenzo 12°.

BASSA VALLE DEL POTENZA (comprensorio: Loreto, Montelupone, Porto Recanati, Potenza Picena, Recanati).
Chiesa di San Vincenzo
La sede locale comprensoriale “Bassa Valle del Potenza” partecipa alla manifestazione nazionale proponendo, per il 14 maggio, un interessante itinerario a Montelupone (Mc).
Si offre l’opportunità di visitare la chiesa di S. Vincenzo, inserita nel parco di Villa Bonci, in località Montenovo di Montelupone.
Si tratta di una chiesa fatta costruire alla fine dell’800, su progetto di Benedetto Miliozzi, da Lucia Bonci, vedova del conte Isidoro Viscardi. Quando il nipote, prof. Elia Bonci, la ricevette in eredità nel 1909, ne ideò e realizzò, in magnifica solitudine, la decorazione interna, completata negli anni 1934-35.
La chiesa, normalmente chiusa al pubblico, costituisce uno dei pochi edifici sopravvissuti del ricco patrimonio di chiese rurali presenti nei secoli passati nell’area collinare marchigiana, fatti edificare dalla nobiltà terriera sia per devozione personale che per offrire un punto di riferimento alla religiosità delle famiglie insediate nella campagna.
Accanto all’opportunità di visitare la chiesa di S. Vincenzo viene proposto il suggestivo borgo di Montelupone, definito a ragione uno dei borghi più belli d’Italia.
Il percorso risale il tempo attraverso tre chiese, S. Vincenzo appunto (sec. XIX), S. Francesco (sec. XIII-XVIII) e S. Firmano (sec. IX), e comprende anche l’interessante Museo d’Arti e Mestieri Antichi e l’ottocentesco Teatro “Nicola Degli Angeli”, progettato dall’architetto sanseverinate Ireneo Aleandri , recentemente restaurato.
Una piacevole ricerca del tempo perduto - dice il presidente della sede locale organizzatrice, dott. Loris Sangelantoni, presentando la proposta – aperta a quanti vogliano ritrovare per un giorno l’atmosfera di un paese a misura d’uomo.
PROGRAMMA
ore 10,00 - Ritrovo presso l’area camper, all’ingresso del borgo di Montelupone - Transfer presso Villa Bonci Visita alla Chiesa di S. Vincenzo
Rientro a Montelupone
Visita alla chiesa di S. Francesco
ore 13,00 - Pranzo in un ristorante nel centro di Montelupone
ore 15,30 - Visita al Museo d’ Arti e Mestieri Antichi
Visita al Teatro “Nicola Degli Angeli”
ore 17,30 - Transfert a S. Firmano (5 Km)
Visita all’Abbazia di S. Firmano

FOLIGNO
Chiesa di San Pietro a Pettine – TREVI
E’ una chiesetta rurale tipica della zona ma architettonicamente più evoluta di tutte le altre, segnatamente nel campaniletto a vela (rielaborato). La porta principale è architravata. Sorge a mezza costa vicina all'antichissimo tracciato che da Trevi scendeva a valle verso Foligno. Dopo un deplorevole abbandono secolare, il nuovo proprietario l'ha completamente restaurata permettendone la perfetta fruibilità. Nella sua costruzione furono riutilizzati materiali di spoglio di costruzioni precedenti, tra cui varie epigrafi funerarie classiche. Conserva all'interno interessanti affreschi. Alla sinistra dell'abside, una magnifica figura di S. Pietro, titolare della chiesa che il Nessi aveva datato al primo '400. Più recentemente è stata attribuita a Bartolomeo da Miranda che nella quarta decade del XV secolo fu molto attivo nella zona, specialmente nella vicina Pietrarossa. Lungo la parete sinistra altri due affreschi sono stati attribuiti alla stessa epoca.
Chiesa di Sant’Anna - SPELLO
Piccola chiesa rurale costruita presumibilmente nella prima metà del XIII secolo nel terziere meridionale di Spello nei pressi della Porta Chiusa e quasi a ridosso delle mura urbane. Fu con ogni probabilità l’oratorio pubblico della confraternita dei disciplinati di Sant’Anna che gestiva uno dei pochi ospitali cittadini attivo già dal 1362. Tipico esempio di santuario suburbano di architettura campestre, deve quasi sicuramente la sua “sopravvivenza” al forte culto della popolazione limitrofa rionale. A pianta rettangolare si presenta oggi in una veste mutata rispetto alla sua probabile fisionomia originale.
Preziose testimonianze di fede sono i vari affreschi dei secoli XV e XVI ancora visibili al suo interno e sotto il piccolo portico dell’ingresso, una parte dei quali realizzata certamente in esecuzione di specifici lasciti. I sondaggi alle pareti hanno rilevato la presenza di numerosi strati sotto l’attuale intonaco, ma i dipinti che la chiesa di Sant’Anna conta oggi, a seguito dei restauri eseguiti dopo il sisma del 1997, sono complessivamente otto che vengono descritti nella pubblicazione “Collegiata di Santa Maria Maggiore – Spello – La chiesa di Sant’Anna” (2001) da cui è tratta la breve informazione esposta.
Chiesa di San Claudio - SPELLO
Si trova fuori del centro abitato, nelle vicinanze di Villa Fidelia, lungo il diverticolo della Via Flaminia che anticamente collegava Foligno, Assisi e Perugia nell’area pubblica romana suburbana, della fine del I sec. a. C. Alcuni studiosi suppongono che la chiesa di S. Claudio sia stata costruita sui resti di un antico tempio dedicato a Saturno; tale ipotesi appare suffragata dal rinvenimento di strutture archeologiche d’epoca antica nel corso della campagna di scavo condotta tra il 2000 e il 2003 a margine dell’opera di consolidamento delle strutture. L’edificio, a pianta basilicale con abside semicircolare, orientato verso est, interamente costruito in calcare compatto del Subasio, può dirsi un pregevole esempio di architettura religiosa romanica.
Caratteristica di pregio all’interno della chiesa è l’apparato decorativo costituito da cospicui affreschi votivi datati fra il XIV e il XV secolo. Si tratta di figurazioni sacre che ritraggono ripetutamente S. Claudio, poste all’interno di riquadri collocati negli spazi compresi fra i sei archi diaframma che sorreggono la copertura della navata centrale e di un grande affresco posto sulla parete soprastante l’abside che arreca la data 1393. L’altare è formato dalla lastra di chiusura di un sarcofago romano.
Notizie tratte da “La Chiesa di S. Claudio a Spello” a cura di Sabina Guiducci, Paola Bonacci (2005).
Chiesa della Madonna di Sassonia - FOLIGNO
E’ una chiesa modesta costruita nel 18907 alla periferia della città nel luogo – disseminato di ruderi e sassi (da cui il nome) – dove sorgeva una Maestà con l’immagine della vergine con Bambino tra S. Feliciano e San Filippo Neri. La venerazione della popolazione per questa madonna ritenuta miracolosa perdurò fino al secolo successivo con regolare concorso di fedeli e le pareti del piccolo tempio si coprirono di ex voto oggi scomparsi. La chiesa, sebbene rimessa in sicurezza dopo il sisma del 1997, è chiusa e dimenticata. Al suo interno rimane il quadro del pittore Carlo Botti. La grande tela copre completamente la pittura muraria trasportata dall’edicola all’interno dell’edificio all’atto della consacrazione della chiesa.
Vicino all’altare sono ben visibili i resti di frammenti lapidei tratti dalle catacombe romane di S. Priscilla e di S. Callisto.

CASTEL SANT’ANGELO
Chiesa di S. Maria della Porta
Chiesa di San Vittorino.
E’ un'importante chiesa fortificata medievale che diventò Arcipretura. Copriva un territorio vastissimo.
Questa volta, su richiesta di alcuni soci il programma sarà diverso.
Alle 11,00 S.Maria della Porta, poi la chiesa di S.Vittorino (nota come chiesa sprofondata) del XVII secolo.
Alcuni storici affermano che al suo interno sia situato un luogo di culto di Mitra. E' particolare in quanto il suo interno era -e forse è- allagato.
E' stata realizzata con materiali di riuso delle terme soprastanti.
Alle 13.30 seguirà pic nic nella zona termale romana o, se il tempo non lo dovesse permettere, un pranzo in pizzeria.

LATIUM NOVUM – CASSINO
Cappella di Santa Maria della Palombara
La cappella è situata nel Comune di Sant’Elia Fiumerapido. Le sue origini si fanno risalire al secolo XII, come dipendenza del Monastero di Sant’Angelo di Valleluce. Passata in proprietà privata, nel sec. XVI fu elencata tra le chiese rurali. Subì un intervento di restauro nel sec. XIX. Il piccolo edificio monoabsidato a navata unica è stato donato dalla sig.ra Maria Iucci Gabriella all’Amministrazione Comunale che ha provveduto recentemente al restauro, con la partecipazione di privati cittadini. Interessante è l’immagine della Vergine raffigurata in piedi, mentre sorregge delicatamente il Bambino. Ha un mantello azzurro ed una ricca veste giallo ora in foggia quattrocentesca. La figura ricorda gli affreschi della vicina Chiesa di Santa Maria Maggiore. Nella parte bassa della conca rimane uno zoccolo decorato con motivo a velario, che rimanda alle apsidi di area cassinese affrescate intorno alla prima metà del secolo XIII.

NONANTOLA
Oratorio della Bellincina XVII sec. La Grande (Nonantola)
Orario di visita: 10-12,15-19
L’Oratorio si trova lungo la Via Guercinesca , strada che dall’incrocio della Grande porta a Crevalcore.
Qui ,in località detta “Torre de’Bellincini “, nel 1637 venne eretto un oratorio dedicato alla Beata Vergine di Reggio o della Ghiara .
Il motivo di questa dedicazione è da ricercarsi nella grande diffusione che ebbe il culto della Beata Vergine della Ghiara dopo la guarigione miracolosa del sordo muto Marchino , avvenuta a Reggio nel 1596 e la successiva edificazione del Santuario nel luogo dove anticamente scorreva il fiume Crostolo .
Inoltre , la convinzione che l’intercessione della B.V. della Ghiara avesse limitato la nefasta azione della peste bubbonica esplosa nella “ terribile estate “ del 1630 , spinse i conti Paolo ,Lodovico Camillo e Barbara Bellincini ad erigere l’oratorio .
I Bellincini erano una antica famiglia di origine toscana che si era stabilita a Modena fin
dal XIII°secolo ed avevano la loro residenza estiva lungo la via Guercinesca .
Il 7 agosto 1638 ,con rogito del notaio Alessandro Cappellina ,venne costituito un beneficio a dote del suddetto oratorio e a vantaggio del sacerdote officiante .
Il beneficio ,costituito da appezzamenti di terra con edifici sovrastanti ,permise la celebrazione della Santa Messa festiva per un paio di secoli .
Estinta agli inizi del 1800 la linea primogenita dei Bellincini , subentro’ per successione ereditaria il conte Manzoli Dalmonte che continuo’ a far celebrare le SS. Messe stabilite dalla fondazione.
Nel 1923 gli eredi Manzoli Dalmonte vendettero la proprietà al modenese Ettore Rossi ed affidarono il luogo di culto e gli arredi all’Arciprete di Nonantola
Anche i nuovi proprietari e specialmente Adele Rossi in Vandelli ,fecero in modo che nell’oratorio si continuassero a celebrare le SS. Messe festive fino al 1962 , anno di inaugurazione della nuova Chiesa della Grande .
Attualmente i fratelli Vandelli fanno celebrare una SS.Messa il 24 agosto di ogni anno ,in ricordo della madre Adele.
La facciata dell’Oratorio ,intonacata ed arricchita da un grazioso campanile a vela ,ricorda le costruzioni tipiche del seicento spagnolo.
L’interno si presenta con un'unica piccola navata nel fondo della quale spicca l’altare abbellito dal paliotto in scagliola : dal tipico fondo nero emergono fiori e uccelli variopinti che
contornano l’ immagine della Beata Vergine della Ghiara.
Nell ‘alto della parete absidale il Dio creatore proteso verso i fedeli, pare avvolgerli in un accogliente abbraccio .

PALERMO
Chiesa di San Chiara - Piazza Santa Chiara
Ore 10-13 visita della chiesa barocca dell’arch.Paolo Amato.
Il complesso del Monastero di Santa Chiara sorge nel secolo XIV (1344) ad opera del Conte Matteo Sclafani nell’area del preesistente palazzo Matteo Termini
“Mastro Giudiziere” nell’attuale sito posto tra Piazza S.Chiara e Via Rua Formaggi: ai margini della cinta muraria punico-ramana.
La chiesa omonima,opera dell’arch. Paolo Amato con pitture di Borremans un chiostro con fontana artistica , altro porticato colonnato, ex refettorio con volte reali,vani con pavimenti istoriati in maiolica,portale d’ingresso in pietra lavorata.
Nel secolo XVII l’intero monastero viene ristrutturato dall’arch. Nicolò Troisi

FABRIANO
Abbazia San Salvatore in Valdicastro
Fu famosa abbazia benedettina con il nome di San Salvatore in Valdicastro; fondata da San Romualdo ed eretta tra il 1005 e il 1009 a spese del conte Farolfo, ospitò il Santo, che vi chiuse la vita nel 1027 in una celletta a due chilometri di distanza poi ridotta a chiesa (San Biagiolo). Ebbe vastissima giurisdizione fino al 1427, allorché il monastero fu unito a quello di San Biagio in Fabriano, del quale nel 1652 divenne una dipendenza. Vi si giunge da Albacina salendo la tortuosa e bellissima strada di Poggio S. Romualdo (già Porcarella). Ad eccezione della cripta con piccole finestre a strombo verso l’interno, che possono ritenersi dell’XI secolo, nulla rimane della primitiva costruzione, che fu rinnovata nel 1262, per mano di un maestro Tebaldo, nella forma attuale, che era però più ampia, giacché verso la fine del ‘700 il terremoto fece crollare alcune volte e costrinse ad accorciare di circa 18 metri il braccio principale; in quell’occasione fu costruita la nuova facciata.

MONTEGIORGIO
Ex Sacrestia di San Salvatore
La chiesa di S. Salvatore esisteva a Montegiorgio già prima dell’arrivo degli Agostiniani (1250) ma probabilmente furono questi ad ultimarne l’edificazione aggiungendovi nel 1268 il titolo di Sant’Agostino.
La monumentale costruzione con l’annesso convento seguì le stesse sorti dell’Ordine a cui apparteneva: dopo i rifacimenti neoclassici di fine Settecento, per i quali esso assunse le forme che si conservano in parte tutt’oggi, nel 1808 con la soppressione degli Ordini il convento venne incamerato nel demanio napoleonico e trasformato prima in carcere mandamentale e poi in edificio scolastico.
Ad attestare il grande splendore della chiesa di Sant’Agostino rimangono l’affresco conservato nell’Ottocentesca chiesina della Madonna degli Angeli, il portale gotico noto come “Arco del Trecento” addossato all’abside della stessa chiesina e la sacrestia, incorporata nel perimetro dell’ex convento.
Questa venne chiusa all’epoca del riadattamento dell’edificio, nell’immediato secondo dopoguerra, così che prima dei recenti lavori di ripristino essa risultava riempita per metà da terra di riporto. Attualmente l’ex sacrestia si presenta come uno stanzone di pianta quasi quadrata con volta a crociera costolonata; le pareti e la volta portano cospicue tracce di affreschi anche se di essi si conserva ben poco se si eccettua la Crocifissione (datata 1380) caratterizzata dalla forte carica espressiva e drammatica delle figure e dai colori accesi e pastosi delle vesti, per i quali si può pensare ad un artista dell’area padana.

BARLETTA
Chiesa del Purgatorio e di S. Maria del Carmine
13 e 14 maggio 2006
Anche quest'anno la sede locale dell’Archeoclub d'Italia ha aderito alla manifestazione “Chiese Aperte” promossa dalla sede centrale al fine di aprire al pubblico edifici sacri chiusi da tempo e, in molti casi, abbandonati ad un lento ma inesorabile degrado.
In linea con le finalità dalla manifestazione, i nostri soci hanno scelto di aprire le splendide chiese del Purgatorio e di S.Maria del Carmine, realizzando visite guidate gratuite.
La prima è una preziosa chiesa barocca che sorge incassata tra i palazzi del centro storico. La sua costruzione, iniziata il 1718 e terminata il 1721, fu voluta dall' Arciconfraternita delle anime del Purgatorio. Il bellissimo edificio, di forma ovale, custodisce splendidi affreschi e tele di artisti quali Calò e Girondi e stupisce il fedele e il visitatore per lo splendore dei candidi colori dell'interno e della ricca facciata.
La chiesa del Purgatorio è sempre stata molto amata dalla cittadinanza che ha sofferto per il lungo periodo di chiusura causato dai danni derivati dal terremoto dell’80.
La Chiesa del Carmine, attualmente di proprietà della famiglia de Martino Norante, si presenta come una splendida struttura del XV / XVI sec. impreziosita da opere di grandi maestri della scuola napoletana del seicento quali De Matteis, De Mura e Fracanzano.
In più di un’occasione, durante i lunghi lavori di recupero e subito dopo, furono aperte ai cittadini grazie all’intervento dell’Archeoclub e adesso, a lavori finiti, è possibile visitarle solo in particolari occasioni, escludendo le aperture per le poche celebrazioni.
L’Archeoclub di Barletta ha sempre aderito con entusiasmo alla manifestazione e ogni volta ha posto attenzione verso qualche sito che necessitasse maggiore cura o fosse chiuso al pubblico perché non agibile. Tra le molte bellezze di Barletta sono state mostrate la Cattedrale, la chiesa dei Greci, di S. Antonio e S. Gaetano. L’interesse dimostrato dalla cittadinanza verso queste splendide opere ed il loro recupero, è stato stimolo per avviarne i lavori di restauro o, in alcuni casi, per porre l’accento sulla loro gestione e fruizione.
PROGRAMMA DELLE VISITE GUIDATE
Visite guidate gratuite:
· Chiesa del Purgatorio (via Duomo)
· S. Maria dl Carmine (piazza Marina)

Sabato 13 maggio 2005, dalle ore 19.30 alle 21.30
Domenica 14 maggio 2005, dalle ore 10.30 alle 13.00
Per informazioni: www.archeobarletta.it, info@archeobarletta.it, Tel. 348.3739839

LEGNAGO
Chiesa della Beata Vergine
Chiesa (semi-distrutta) ex Ospizio di S. Procolo
Convento di San Vito
Chiesa romanica di San Zeno.
Le chiese si trovano tutte nel Comune di Cerea (VR).

PENNE
Chiese di S. Domenico
Chiesa di S. Giovanni Battista
Chiesa di S. Agostino
La Sede di Penne visiterà le chiese di S. Domenico, S. Giovanni Battista, e S. Agostino.
S. Domenico recentemente ristrutturata e restaurata è stata riaperta al culto il 1 aprile u.s.
Diverso lo stato in cui versano invece S. Giovanni Battista dell’Ordine Gerosolimitano e S. Agostino.
Per S. Giovanni Battista l’Archeoclub di Penne da ormai un anno svolge attività di rivalutazione e sensibilizzazione per un suo totale recupero.
S. Agostino, chiuso al culto da alcuni anni, ormai inagibile per instabilità delle strutture portanti, necessita di un intervento di restauro conservativo.
Nel suo interno pregevoli stucchi del XVIII sec. tele della metà del XIX sec del Colapietra
e soprattutto un importante affresco della Crocifissione del XIV - XV sec.

SEDE COMPRENSORIALE DI ARICINO NEMORENSE
Albano Laziale: S. Pietro; S. Maria della Rotonda
Ariccia: S. Maria Assunta; S. Maria di Galloro
Genzano: SS. Trinità; S. Maria della Cima
Nemi: S. Maria del Pozzo
Velletri: S. Clemente; S. Antonio Abbate; SS. Pietro e Bartolomeo.
Le visite guidate si svolgeranno dalle ore 15.00 alle ore 20.00. Saranno creati dei punti informativi dell'Archeoclub nelle piazze principali dei paesi di cui sopra. Si tratterà di tavoli, che conterranno materiale pubblicitario, presso i quali sosteranno per tutta la mattinata i soci e le guide

FOGGIA
Rodi Garganico: Convento dello Spirito Santo
Le visite guidate si svolgeranno dalle ore 9,00 alle ore 14,00.
Costruito nel 1538 con la chiesa dedicata allo Spirito Santo costituisce il secondo convento in ordine di tempo eretto nella Provincia garganica. Il sito bellissimo si trova in luogo elevato, in una selva da cui si gode il panorama della cittadina posta ai suoi piedi. Inizialmente le celle del convento furono costruite al piano terrà perché considerato solo come romitorio. Nel 1600 il barone del luogo Cesare Sanfelice si premurò di migliorare il fabbricato innalzando le celle al primo piano ed ampliando il convento. Per l’austerità e l’asprezza del luogo (ora facilmente percorribile) fu scelto come sede di noviziato.
La chiesa – nella forma cappuccina – ha una navatella collocata a destra di chi entra in cui si inseriscono due profonde cappelle con altari riccamente decorati e con ampio Coro collocato a ridosso della facciata. Fu consacrata allo Spirito Santo nel 1678 dal Cardinale Orsini.
A sinistra della chiesa si innalza il convento le cui piccole celle si affacciano su un chiostro ornato da un magnifico pozzo che attinge ad una vena di acqua sorgiva. Per l’esigenza di stabilire criteri di “altissima povertà” la costruzione del convento viene eseguita con l’uso di materiale povero presente in zona e con il sostegno economico delle elemosine.
Il vero centro del convento è il chiostro da cui si accede ai vari locali come il refettorio, la biblioteca e lo scaldatoio “piccola stanzietta col camino per ricevere quando bisognasse, li freddi pellegrini e forestieri” locale ancora riconoscibile nei conventi di Rodi e di Vico. Spesso nelle pareti interne e nelle lunette perimetrali, sia pure in pessime condizioni, si possono intravedere interessanti lacerti di storie affrescate, narrazioni ingenue eseguite a fresco o a tempera dagli stessi frati. Ma i cappuccini di Rodi, per la grande tela della Pentecoste che troneggiava sull’altare principale, si rivolsero a Marco Mazzaroppi, artista attivo a Roma e Napoli tra il ‘500 e il ‘600, del quale il De Dominicis dice che “merita essere annoverato tra i primi maestri dei tempi suoi, e i suoi quadri sono tenuti in prezzo ed in gran stima dagli uomini intendenti”. La tela è ora ben custodita nella casa provinciale grazie all’intervento di Padre Elia, ora defunto.

ANCONA
Santa Maria di Portonovo
Visite guidate dalle ore 10,30 – 12,30 e dalle ore 16,30 – 19,00
Santa Maria di Portonovo costruita in pietra calcarea del Conero e dotata di coperture voltate, di ridotte dimensioni (m. 17,85 x m. 17,50) con originali soluzioni architettoniche: rigorosamente progettata in base alle funzioni ed alla destinazione d’uso, presenta un impianto apparentemente longitudinale, ma apparentemente cruciforme per la presenza di quattro pilastri centrali che sorreggono il tamburo e la cupola a trombe d’angolo. La chiesa è unico elemento superstite di un’abbazia eretta su un banco roccioso, corredata di un chiostro e relativo monastero la cui collocazione è stata recentemente indagata a seguito di scavi archeologici effettuati dalla Soprintendenza che hanno permesso di individuare l’area sepolcrale a Sud e la torre campanaria a Nord dell’edificio di culto. Presumibilmente eretta successivamente alla metà dell’XI secolo, subì un primo abbandono fin dal 1320 per la sua posizione difficilmente difendibile, anche se fu costantemente officiata. Le strutture del monastero nel 1808 furono demolite per utilizzarne i materiali nella costruzione del fortino napoleonico.

MELFI
Chiesa rupestre di "S. Margherita"
Chiesa rupestre di "S.Lucia dei Giaconelli"
Chiesa rupestre della "Madonna delle Spinelle".
Santa Margherita (XII - XIII sec.): cripta rupestre ubicata nei pressi del cimitero di Melfi, splendidamente affrescata; nota soprattutto per l'affresco "contrasto tra vivi e morti" che con quello di Atri è fra i più antichi esempi del genere in Italia e soprattutto secondo il parere di alcuni studiosi si è attribuita l'identità dei "vivi" alla famiglia Imperiale di Federico II, dato quest'ultimo molto suggestivo ed affascinante soprattutto se comparato con l'esiguo numero delle immagini dello "Stupor Mundi", ma non c'è da meravigliarsi se si tiene conto che Federico II considerava Melfi "città prediletta".
Santa Lucia dei Giaconelli (XII sec.): cripta rupestre ubicata sulle verdi pendici del Monte Vulture, fatta affrescare riccamente nel 1192 dal sacerdote della chiesa parrocchiale di S. Lucia di Melfi, tale Melfisio.
Madonna delle Spinelle (XI sec.): ubicata alla periferia di Melfi, presenta affreschi bellissimi ma molto degradati, unica cappella rimasta in piedi di un complesso religioso ormai distrutto (S. Stefano fuori le mura) dal quale la tradizione vuole che fossero partiti i numerosissimi melfitani (come testimonia Torquato Tasso nella "Gerusalemme Conquistata") per partecipare alla prima
crociata, peraltro organizzata proprio a Melfi nel concilio del 1089 da Papa Urbano II e poi ufficializzata a Clermont.

CAGLI
Convento dei frati Cappuccini
La sede di Cagli terrà aperto al pubblico il convento dei frati Cappuccini di CAGLI, con il seguente orario: mattino ore 09.00- 12.00 pomeriggio ore 15.00 - 18.00.
I volontari dell'Archeoclub di Cagli forniranno notizie storiche
su suddetto convento, che fu costruito alla fine del xvi° secolo
per volere della comunità cagliese, inglobando parte della rocca
martiniana,edificata nel 1581 per le esigenze difensive del Ducato di URBINO.

TRIGGIANO
SABATO 6 E DOMENICA 7 MAGGIO
Chiesa di S. Francesco d'Assisi
L'Archeoclub Triggiano organizza la visita guidata alla chiesa di S. Francesco d'Assisi e l'esposizione , presso la sala conferenze, dei 20 busti reliquiari sino ad ora mai presentati al pubblico e attualmente conservati nella biblioteca del convento.
L'appuntamento è per le ore 17,30 dei giorni 6 maggio e 7 maggio 2006 presso la sala conferenze.


AMARONI
Chiesa parrocchiale di S. Barbara Vergine e Martire
La sede di Amaroni aprirà la Chiesa parrocchiale di S. Barbara Vergine e Martire patrona del nostro paese La chiesa sarà aperta dalla ore 14,30 alle ore 20,00 ci sarà la visita guidata all' interno della chiesa mentre all' esterno sarà allestito un piccolo stand per la distribuzione di depliants sulla storia della chiesa e alcuni gadgets della sede.


CATANIA
Chiesa di San Francesco e l’Immacolata
Il percorso rosso che segnala i monumenti della Catania barocca comprende anche la Chiesa di san Francesco e dell’Immacolata preceduta da un’ariosa scalinata e dal sagrato chiuso da una balestra (1850 ca.) sulla quale poggiano le statue di San Giuseppe da Copertino, Santa Chiara, Sant’Agata e San Bonaventura. La facciata in pietra calcarea è chiusa, ai lati, da due torri quadrangolari che conferiscono alla costruzione un ardito slancio verticale. La storia della chiesa è strettamente legata alla figura della Regina Eleonora D’Angiò, moglie di Federico II d’Aragona e sorella del minorita San Ludovico da Tolosa. Una lapide ricorda che nella chiesa sono custodite le spoglie della regina che morì nel 1343; in una tela di pittore anonimo del ‘700 (a sinistra dell’ingresso) è rappresentata la regina in compagnia S. Chiara fondatrice dell’Ordine delle Clarisse. L’interno della chiesa è ampio e luminoso, tra le opere di interesse artistico si possono ammirare (navata a destra): una statua dell’Immacolata attribuita al palermitano Bagnasco (XVIII sec.); l’immagine dell’Immacolata corrisponde all’iconografia barocca con la Vergine vestita di azzurro, eretta sul globo terrestre, con ai piedi la mezza luna e una corona di dodici stelle intorno alla testa. Al primo altare è l’Immacolata con San Francesco e le anime purganti di P. Liotta (1850-1912); sull’altare successivo è S. Giuseppe da Copertino in estasi di G. Rapisardi (1799-1859); di G. Zacco (1786-1843) è il S. Ludovico da Tolosa e San Bonaventura sul terzo altare. Al quinto altare è una interessante tavola (pittore ignoto) quattrocentesca che rappresenta Sant’Antonio. Alla fine della navata è la Cappella con l’Immacolata chiusa da un cupolino. L’ampia area presbiteriale, coperta da una finta cupola con i pennacchi dipinti da Francesco Sozzi, pittore palermitano padre del più famoso Olivio, ha, al centro un bellissimo altare cinquecentesco; sullo sfondo è un grande affresco di F. Battaglia (1701?-1788) con l’episodio dell’indulgenza della Porziuncola. A destra dell’altare è l’organo sul quale si esercitava il piccolo Vincenzo Bellini che era nato nel Palazzo Gravina-Cruyllas che si trova proprio di fronte alla chiesa. Oggi nella casa natale di Bellini è stato allestito un museo che conserva manoscritti e memorie del grande musicista catanese. Lungo la navata sinistra si dispongono tre altari in marmi policromi: al secondo è un opera particolarmente interessante: la Salita al Calvario (1541) di Jacopo Vignerio che fu recuperata dalle rovine del terremoto del 1693, è la copia di una famosa opera di Raffaello conosciuta con il nome di Lo Spasimo grande di Sicilia perché fu realizzata per la chiesa palermitana dello Spasimo. Agli ultimi due altari sono le tele: lo Sposalizio della Vergine, opera settecentesca del Gramignani Arezzi e un S. Francesco che riceve le stimmate del Guarnaccia (1770). Alla fine della navata è la Cappella del Crocefisso.
Le “Candelore” della festa di Sant’Agata
Dentro la Chiesa di San Francesco sono custodite sei delle undici “Candelore” che sfilano nei giorni della festa di Sant’Agata; le “Candelore” sono grandi ceri votivi offerti alla Santa dalle varie associazioni di commercianti che operano nel territorio catanese. Queste “Candelore” sono: quella dei fiorai e giardinieri che ricalca lo stile gotico-veneziano ed è abbellita dalle statue dei Santi Martiri e dei Vescovi catanesi; quella dei pizzicagnoli che è realizzata in stile liberty. Completano l’elenco quelle dei bettolieri, dei pastai, dei fruttivendoli e dei macellai. La tradizionale processione delle Candelore è resa ancora più suggestiva dal tipico passo danzante dei portatori che trasmette alle alte colonne un movimento ondeggiante enfatizzato dal tintinnare delle decorazioni:

PORTO BADISCO
ALESSANO
Chiesa di Santa Barbara, Montesardo
ANDRANO
Chiesa rupestre dell'Attarico
Chiesa rupestre dello Spirito Santo, Castiglione CALIMERA
Chiesa rurale di San Biagio
Chiesa rurale di San Vito
CANNOLE
San Vito, mass.Torcito
CASARANO
Chiesa di Sant'Elia
CASTRIGNANO DEL CAPO
Chiesa di San Pietro Apostolo, Giuliano
CASTRO
Chiesa bizantina
DISO
Chiesa conventuale della Madonna di Costantinopoli, Marittima
GALATONE
Chiesa rurale di Santa Lucia, mass. Doganieri
GALLIPOLI
Chiesa del Crocefisso
Chiesa rurale di San Pietro dei Samari
GIUGGIANELLO
Chiesa rupestre di San Giovanni
GIURDIGNANO
Chiesa di Centoporte
LECCE
Chiesa rurale di Santa Maria d'Aurio
MELENDUGNO
Chiesa rurale di San Niceta
Madonna del Carmine, Borgagne
MELISSANO
Chiesa di Sant'Antonio
MELPIGNANO -
dell'Assunzione della Vergine
MURO LECCESE
di San Giuseppe
PALMARIGGI
Chiesa rurale della Madonna del Monte
SALVE
Chiesa rurale di San Lasi
Chiesa di Santa Marina, Ruggiano
SANARICA
Chiesa di San Salvatore
Chiesa rupestre dell'Assunta
SANTA CESAREA TERME
Chiesa della confraternita dell'Addolorata, Vitigliano
SCORRANO
Chiesa del convento di san Francesco (Agostiniani)
STERNATIA
Chiesa rupestre di San Sebastiano
Chiesa di Santa Maria degli Angeli
TRICASE
Chiesa della Madonna di Costantinopoli
UGENTO
Chiesa rupestre del Crocefisso
Chiesa della Madonna di Costantinopoli
UGGIANO LA CHIESA
Chiesa rupestre di San Solomo
Chiesa rupestre di Sant'Angelo
VEGLIE
Chiesa rupestre della Favana
Chiesa del convento di San Francesco
SAN PANCRAZIO SAL.
Chiesa rupestre di Sant'Angelo (Masseria Torrevecchia)

MONTERUBBIANO E DELLA BASSA VALLE DELL’ASO’
Chiesa romanica di San Quirico e Giulitta a Lapedona
visite guidate al mattino dalle ore 10.30 alle ore 12.30 ed alla sera dalle 15.30 alle 18.00

PIAZZA ARMERINA
QUARTIERE EBRAICO “CANALI” detto “GIUDE
domenica 14 maggio 2006 dalle ore 9,30 alle ore 12,30 e dalle ore 15,00 alle ore 20,00
visita alle chiese
SANTA BARBARA, sorta in prossimità della demolita porta”Altacura”della città medievale;
SANTA MARIA D’ITRIA, con affreschi e pregevole fonte battesimale;
SANTA LUCIA, già sinagoga della comunità ebraica e vicina alla fonte con quattro canali, abbeveratoio per gli animali e caratteristico lavatoio medievale;
CAPPUCCINI- MARIA SS DELLE GRAZIE, con le sue pregiate tele e altari lignei;

CASTEL DI SANGRO
Chiesa di Morte e Orazione
La Chiesa sorge nella fascia del più antico centro storico. Essa divenne nota come quella dei Morti perché fu fatta costruire, nel 1736, dalla locale Congregazione della Morte e Orazione. La confraternita, ufficialmente riconosciuta da Papa Innocenzo XI con Bolla del 14 novembre 1683, era stata fondata nell’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate, una costruzione ubicata nelle immediate adiacenze dell’Assunta. Tale confraternita era detta anche “La Congrega dei Nobili” perché per disposizione dello Statuto interno, vi potevano accedere solamente persone di famiglie distinte. I caratteri dell’architettura esterna, affiancata da un piccolo campanile, sono molto lineari: la facciata è impostata su disegno a capanna ed è caratterizzata dalla duplice scalinata dell’ingresso e da una finestra centrale che illumina l’unica navata di cui è costituita la Chiesa. L’interno è costituito dall’abside sovrastato da una cupola arricchita da stucchi coevi alla costruzione, forse anche più raffinati di quegli altri che impreziosiscono il resto dell’edificio e che, nei pennacchi, propongono raffigurazioni di sacri personaggi. Come il singolare dipinto a tempera della volta, Il pensiero della morte e le offerte per i defunti anch’esso risalente al primo settecento e carico di simbologie legate al mistero della morte, risultano parzialmente rovinati a seguito degli eventi sismici del 1984 e dalle conseguenti infiltrazioni di umidità. Oltre che di una parte della Cantoria in legno decorato, la Chiesa è dotata di un piccolo organo decorato con dipinti di ispirazione floreale fabbricato da apprezzati artefici napoletani di metà settecento, che equivale ad una fra le rare testimonianze del suo genere integralmente conservate nella Regione. Adornano la chiesa sette pregevoli tele, una delle quali oggi perduta, mentre le altre sei vi si conservano tuttora. Tutte commissionate a Maestri napoletani della prima metà del settecento. A tutti e sette i dipinti vennero predisposte adeguate cornici in stucco dorato, i tre dalle dimensioni più modeste andarono ad adornare l’altare, mentre gli altri quattro vennero collocati sulle due pareti laterali. Di essi, non sono noti gli autori, ad eccezione dell’ampia tela situata a sinistra dello altare che risulta datata al 1740 e firmata da Gaetano Sacchetti De Rubeis. Quest’opera è ispirata alla narrazione evangelica delle guarigioni operate da Gesù nella Piscina Probatica, che era prossima alla porta del Tempio di Gerusalemme attraverso la quale venivano introdotti gli animali destinati al sacrificio.
Diverse affinità di linguaggio e di modi consiglierebbero di assegnare al medesimo autore anche la tela ispirata all’episodio biblico di Mosè che fa scaturire acqua dalla roccia situata a destra dello altare. La Resurrezione del figlio della vedova di Naim, situato a destra dell’ingresso è stato realizzato da Giuseppe Buzzelli (Castel di Sangro 1890 - Roma 1946), il quale non fu pittore di professione. Il dipinto Il flagello della peste situato a sinistra dell’ingresso. I tre dipinti, di dimensioni più modeste che adornano l’altare, raffigurano Il Trionfo della Vergine, San Carlo Borromeo, Santa martire.

MONTEGRANARO E MONTE SAN GIUSTO
CRIPTA DI S. UGO - MONTEGRANARO
Quella che oggi viene denominata Cripta di Sant’Ugo, era anticamente una piccola chiesa benedettina, a ridosso del colle scosceso verso sud. Successivamente sorse, in corrispondenza ad essa, un nuovo edificio, la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, la cui origine tuttora rimane incerta. Tale struttura nella seconda metà del secolo XVIII viene riedificata inglobando la chiesa sottostante che ne diviene la cripta, pur conservando pressoché intatta la struttura originaria.
Essa è l’unica costruzione del genere nelle Marche. Lunga 26,40 metri, larga 3,40, arriva ad un’altezza massima di 4,40. La cripta, a pianta longitudinale voltata a botte, è a navata unica. Nella parete destra vi sono cinque piccole monofore strombate; un’altra finestra di dimensioni maggiori è situata nella parete sud.
All’interno è ospitato uno dei cicli pittorici più significativi dell’arte romanico-gotica del comprensorio.
Il ciclo narrativo presenta brani della vita di Cristo ed episodi che immortalano alcuni santi legati alla iconografia benedettina.
Del primo ciclo pittorico, datato 1299, sono ancora visibili: la Natività di Cristo, l’Adorazione dei Magi, il Battesimo, la Vergine Annunciata, le Marie al Sepolcro, la Resurrezione, San Giovanni Apostolo, San Paolo, San Benedetto e Santa Scolastica, il Martirio di Santa Barbara.
Nel vano sono presenti interventi pittorici successivi databili tra il XIV e il XV secolo che raffigurano: la Crocifissione, il frammento di un dittico con Santi Domenicani, il frammento di Madonna in Trono, Sant’Amico di Rambona (frammento), il Miracolo di Sant’Ugo, il Frammento con volto di Cristo, la Crocifissione con la Vergine e San Giovanni e la Vergine col Bambino.
CHIESA DELLA PURITA’ O DEI FRATI – MONTE SAN GIUSTO
La Chiesa della Purità (Chiesa dei Frati) contiene l'affresco raffigurante la Madonna con la scritta "Mater purissima"
Visite guidate dalle 16 alle 19 del 14 maggio.
tel: 0734 890554 (biblioteca comunale Montegranaro, punto di incontro con la
guida del posto)
3807199182 per Monte San Giusto (dott.ssa Luisa Montecchiari)

COMUNANZA
CHIESA SUBURBANA DI S. ANNA
Realizzata con mattoni a vista, sulle rovine di un edificio del 1101, è in stile tardo-romanico, ha i portici nel prospetto e nel lato ovest, e il campanile a vela. L’interno è a navata unica con copertura a capriate e altare in stucco settecentesco con un mosaico raffigurante S. Anna e S. Maria Bambina. Fu edificata assieme al convento, nel 1672 su volere testamentario del letterato Antonio Caferri che intendeva farne dimora dei Padri delle Scuole Pie. I Padri rifiutarono dal momento che la rendita prevista era inadeguata alla sussistenza di tre maestri. Prima del restauro del 1969, che ne ha modificato l’impianto interno, vi era un altare dedicato a S: Liborio con una pregevole opera di Giuseppe Ghezzi raffigurante il Santo, ora conservata ne Museo di Arte Sacra.
Orario visite guidate: 10:00 – 12:00 16:00 – 18:00.
A richiesta, si può visitare il Museo di Arte Sacra ( costo biglietto € 0,50)

CIVITANOVA MARCHE
Chiesa di Santa Maria Apparente( zona Torrione Santa Maria Apparente)
Visita guidata ore 17

MONTERUBBIANO E BASSA VALLE DELL'ASO
Chiesa romanica di San Quirico e Giulitta a Lapedona
Situata su un altura in prossimità dell’incrocio delle strade per Fermo e Monterubbiano, conserva ancora pregevoli testimonianze della sua lunga storia. Le sobrie linee romaniche, gli splendidi capitelli decorati e l’elegante cripta sorretta da volte a crociera, nonché gli affreschi risalenti al XV e XVI secolo ne fanno una meta obbligata per chi volesse conoscere l’area geografica del piceno a sud di Fermo.
Visite guidate al mattino dalle ore 10.30 alle ore 12.30 ed alla sera dalle 15.30 alle 18.00.

CARASSAI
Chiesa di S.Angelo in Piano (pressi di Rocca Montevarmine)
Ad essa era annesso il monastero omonimo. Ad una navata, con finestre ogivali e con affreschi all’interno dell’abside. E’ stata restaurata di recente dopo un totale stato di abbandono. Significativa è la festa che si svolge l’8 e 9 maggio. E’ documentata fin dal 1055.
Visite guidate dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

CORATO
Chiesa di San Francesco
La sede di Corato ha aderito all’iniziativa nazionale decidendo di aprire la chiesa settecentesca di San Francesco sita in Via Carmine e intitolata in origine alla Madonna del Divino Amore. In questo edificio, fornito ancora della sobria decorazione a stucco tardo settecentesca, si conservano tre tele dipinte ad olio risalenti alla seconda metà del XVIII secolo e attribuite al pittore Giovanni Battista Calò. Queste opere attualmente vertono in un pessimo stato di conservazione.
La chiesa sarà aperta al mattino dalle ore 11,00 alle ore 13,00 e il pomeriggio dalle ore 18,00 alle ore 21,00.

VERETO – PATÙ
Chiesa della Madonna di Vereto
Si ritorna a puntare l'attenzione su la "Chiesa della Madonna di Vereto" sec. XVI, per ribadire
la grande importanza di tale monumento ai fini della ricerca archeologica, che grazie ad una campagna di scavo promossa da Soprintendenza Archeologica di Taranto e Amministrazione comunale di Patù e con il lavoro offerto dai soci dalla sede locale, ha permesso di riportare alla
luce importanti testimonianze di ciò che molto probabilmente era l'acropoli della città messapica di
Vereto.

TRANI
Chiesa di San Domenico
Realizzata nel 1763, la chiesa di San Domenico occupa lo spazio di una precedente struttura sacra composta da chiesa e convento, realizzata nel 1224 dal domenicano, fedele compagno del fondatore dell’Opera in viaggi apostolici, Padre Niccolò Paglia di Giovinazzo. Questi ebbe in sogno l’indicazione dove erigere la chiesa da una Croce di fuoco, alla presenza del non ancora canonizzato Domenico di Gutzman (Santo nel 1234), morto da tre anni. Lo stesso Padre Niccolò si impegnò anche per la realizzazione di altre Istituzioni domenicane in Italia. Dell’antico convento rimane traccia nella struttura settecentesca, non visitabile perché attualmente ancora carcere femminile, e della chiesa solo il campanile visibile dai giardini pubblici della città, o Villa Comunale, costituita da donazioni di fondi privati al Comune ad inizi Ottocento. Numerose famiglie notabili della città arricchirono d’opere la chiesa e furono sepolte colà, tra queste i Campitelli che apposero anche una lapide in memoria del Luogotenente Generale Giuseppe Campitelli prestante servizio nell'esercito di Maria Teresa D'Austria e sepolto in Boemia dopo aver combattuto varie battaglie per gli Asburgo. Preziose tele, tra quelle non rimosse, corredano la struttura tra le quali di pregio è una Madonna del Rosario del 1558. Curiosa una Pietà in marmo del 1521, ad imitazione di quella michelangiolesca realizzata da poco più di un ventennio. La struttura necessita restauri e sarebbe conveniente trasferire finalmente il carcere femminile altrove e riportare allo splendore il convento e le vestigia delle precedenti strutture medioevali. La chiesa, aperta non quotidianamente e poco valorizzata, non è parrocchia e viene retta dall’Ordine Terziario femminile domenicano. Inoltre si custodisce copia fotografica della Sacra Sindone essendo qui la sede regionale del Centro Internazionale di Sindonologia voluto appassionatamente dall’anziano sacerdote che regge la chiesa e che ha contribuito attivamente agli studi in merito. Il carcere ha ospitato figure di spicco della cronaca quali la senatrice Camilla Ravera, all’epoca oppositrice del Regime Fascista, la contessa Tarnowska, alla ribalta per delitti passionali di inizi ‘900, Rina Fort, la saponificatrice; storie intrecciate con monumenti locali, che l’associazione metterà in evidenza prossimamente con convegni in merito.
Per Funzioni religiose coincidenti, la chiesa verrà aperta il 21 Maggio e non il 14.