::Archeoclub d'Italia - Sito Ufficiale::
Home
L'ente
News
Eventi
Attività
Diventa Socio
Link
Notiziario on-line
Contatti
Progetti | Editoria | Il caso | Musei | Iniziative | Promozione
> Iniziative
Chiese Aperte | Isola del Lazzaretto Nuovo
CHIESE APERTE – Campagna nazionale

Elenco proposte

Sede locale di FOGGIA
• Chiesa del S.S. Crocifisso in loc. Rodi Garganico

Nel cuore del borgo marinaro di Rodi Garganico “alta sulla salmastra rupe”, che nella lirica immagine di Alfredo Petrucci sembra “tender l'orecchio ai colli”, lotta con l’ombra della stretta via in pendio la lineare e chiara facciata della Chiesa del SS. Crocifìsso.
È lo stesso prospetto quadrilatero, aprentesi al centro con un portale trabeato in conglomerato policromo, dell'edifìcio costruito negli ultimi anni del XVII secolo per le cure e a spese di Michele Paolozzi. Nipote dell'arciprete Lattanzio Paolozzi, questi è stato il primo restauratore della più antica parrocchiale di Rodi visitata nel 1678 dall'arcivescovo sipontino Vincenzo M. Orsini e in rovina appena l'anno successivo.
Quando era stata edificata la prima chiesa, sicuramente diruta per i movimenti sismici susseguitisi per tutto il Seicento come il non lontano tempietto dedicato a S. Michele Arcangelo?
Provvista di ben dieci altari, lo metà dei quali si mantiene con le offerte di famiglie del luogo, la parrocchiale al tempo dell 'Orsini' per ius e consuetudine si ripara, e mantiene dalla Università di essa terra'.
Nello Stato delle Anime del 1679, la chiesa 'per lo strada che va a basso ' risulta diroccata mentre è in corsa la costruzione della nuova parrocchiale.
Demolita negli anni seguenti, viene riedificata nelle forme oggi conservate e donata dal Paolozzi all'Arciconfraternita della Morte ed Orazione (1695), che Ferdinando IV riconosce nel 1777 e dichiara regia.
Lo schema attuale della navata unica con sei altari (a destra la Natività. S. Nicola di Mira, la Madonna del Carmine: a sinistra il Cristo Morto, S. Rocco, S. Michele Arcangelo) sembra trovare risoluzione architettonica e teologica al centro dello slargo dello pseudo transetto, intorno all'altare maggiore.
Avanzato rispetto alla nicchia quadrangolare del SS. Crocifìsso, l'altare, in marmo bianco portato da Trieste e nel 1858 donato dal rodiano Carmino Carbone, con lo sua ariosa forma da quasi l'impressione di lievitare lo spazio trasversale del presbiterio. Concentra nello stesso tempo, intorno ad un asse teologico (Natività - Crocifissione - Eucaristia - Morte), l'unità dei fedeli e li raccoglie nella preghiera.
L'abside poco profonda, che prende luce da due aperture ogivali adattate in pane a nicchie, poggia su di un basamento leggermente rialzato rispetto al piano del presbiterio chiuso da un coro ligneo. La volta è incorniciata da un arco a tutto sesto all'innesto con il tamburo, con rilievi policromi nei pennacchi raffiguranti i quattro Evangelisti, su cui è impostata lo cupola ellissoidale sormontata da lanterna.
Coperta con volta a botte, al centro della quale si distende un affresco della Madonna del Carmine, la navata si arricchisce di due organi (uno piccolo laterale e quello centrale fatto nel 1875 da Enrico Carcano di Milano per sottoscrizione dei confratelli della chiesa).
Di pregevole fattura è, tra le testimonianze artistiche più significative del tempio, lo statua lignea del Cristo Morto. Risalente quasi certamente agli inizi del secolo XVIII il venerato simulacro è stato restaurato già due volte, nel 1875 e nel 1927.
Alla chiesa è legata una lunga tradizione cimiteriale: nel libro dei morti dell' anno 1713 viene praticata lo sepoltura 'nella cappella del SS. Crocifìsso', pratica che s'intensifica in occasione dell'epidemia colerica del 1836 e che rimane attestata in una lapide murata sotto l’organo.
La chiesa, per la sua ubicazione nella contrada più aggredita dal morbo, 'ove sono più anguste le strade, più scure le abitazioni, e più numerosa lo classe male agiata' come scriveva il protomedico Vincenzo Raho il 15 settembre 1836, diventa infatti teatro di drammatiche e collettive deposizioni.
Luogo carico di memorie, è stato a lungo centro di fervore religioso che ha contribuito a mantenere attive quelle fabbriche oggi seriamente compromesse. L'Arciconfraternita della Morte ed Orazione assieme ad altre quattro confraternite, della Madonna del Carmine, del Preziosissimo Sangue, dei Cinturati di Maria SS. Della Consolazione (detta anche di S. Agostino), del SS. Sacramento, ha assicurato alla chiesa negli ultimi due secoli risorse e una larga risposta di fede popolare.
All'altare di S. Michele Arcangelo è rimasta, infatti, legata per oltre un secolo lo cappellania laicale del SS. Sacramento, fondata dal sig. Michele Buongiorno con atto notarile del 17 dicembre 1877, rogato dal regio notaio Domenico Masella. e con l'assegnazione della dote di 620 ducati.
Danni alluvionali e sismici a carico della pur robusta struttura portante della chiesa ne hanno però determinato la sua chiusura dal novembre del 1980.

Per informazioni
Santa Picazio Lipari
Via Gioberti, 56 – 71100 – Foggia (FG)
Tel. 0881/614046 – Cell. 349/8343537