I volontari della sede di Crecchio di Archeoclub d`Italia decidono di ripulire, nel mese di luglio, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, i resti di una villa rustica romana in località Casino Vezzani-Vassarella. Nel corso del primo anno i volontari iniziano lo svuotamento di una cisterna in calcestruzzo interamente ricolma di melma. I lavori si protraranno, nei periodi estivi, per altri due anni e alle ricerche parteciperanno decine di altri giovani volontari provenienti da ogni parte d'Italia.
1990
Le indagini subiscono una clamorosa svolta. Tra il fango iniziano ad affiorare scodelle, lucerne e anfore di importazione africana; vasi di ceramica dipinta (denominata "tipo Crecchio") di importazione egizia; una sedia con schienale finemente intagliato, frammenti di telaio e di cassettini per oggetti femminili da toilette in legno, analoghi a reperti lignei copti conservati nei musei del Cairo e del Louvre, ed ancora monili e vasellame in bronzo, vetri e gioielli di eccezionale fattura. I materiali archeologici restituiscono, nel loro insieme un vero e proprio spaccato della vita in un centro della regione all'epoca del dominio bizantino, tra il VI e il VII secolo e consentono di ricostruire i connotati commerciali dell`Abruzzo bizantino con I'Oriente, con I'Egitto in particolare.
1994 Concluso il restauro dei reperti curato dai giovani volontari sotto la guida dei tecnici della Soprintendenza Archeologica, viene allestita, presso il Castello ducale, la mostra: "Dall'Egitto Copto all'Abruzzo Bizantino - I Bizantini in Abruzzo", in collaborazione con la Regione, il Comune e la stessa Soprintendenza. In due mesi l'esposizione registra ventimila presenze. Nasce l'idea di trasformare la mostra in un museo regionale.
1995 È ufficialmente istituito il Museo Bizantino e Altomedievale. E' anche l'anno della svolta del paese: molti edifici sono stati restaurati, per molti ancora, da tempo abbandonati, inizia la fase del recupero. Nel centro storico aprono i battenti attività commerciali, negozi, un ristorante, una gioielleria, una banca. La gente guarda oggi con ammirazione il possente castello ducale, divenuto scrigno di autentici tesori, ma anche fonte di ricchezza della risorta cittadina.
1997 II Museo di Crecchio riceve, nel corso dell'anno, 22.000 visitatori.
1998 È inaugurata la sezione etrusca costituita da oltre 600 reperti donati ad Archeoclub d'Italia dalla Signora Franca Maria Fraracci.
1998
I proprietari dell'area archeologica donano ad Archeoclub d'Italia l'appezzamento di terreno nel quale fu rinvenuta la cisterna.
Nella foto è immortalato il momento in cui è stato stipulato l'atto di donazione. Sono presenti (da sinistra): Fiorino Zurli (proprietario), Andrea R. Staffa (archeologo), Walter Mazzitti (presidente Archeoclub d'Italia), Domenico d'Agostino (proprietario), Gilda Maria Iurisci (proprietaria), Giovanni De Matteis (notaio), Rocco Valentini (presidente Archeoclub di Crecchio).