VENEZIA


Bassorilievo "La Madonna con bambino Il (Venezia, Madonna dell'Orto, Scuola dei Mercanti).

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Il restauro dell'edicola soprastante il portale laterale della Scuola dei Mercanti è stato finanziato dalla sede di Venezia dell'Archeoclub d'Italia ed è stato diretto dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Venezia.
L'esecuzione dell'intervento è stata affidata al restauratore dello Stato Antonio Martini in considerazione della complessità del lavoro derivante dal grave stato di degrado e dalla pluralità dei materiali costituenti il manufatto. L'intervento si inquadra in un vasto programma di restauri che la Soprintendenza veneziana intende compiere nei prossimi anni su alcune delle più pregevoli opere d'arte in marmo e pietra poste all'esterno, al fine di scongiurarne la totale distruzione.
Nel caso dell’edicola restaurata, il confronto con una foto di documentazione di dieci anni fa, e quello con un'altra di poco tempo successiva all’alluvione del 1966, ha dimostrato in modo palmare il veloce procedere del degrado.
Il lavoro ha avuto inizio con la costruzione di un piccolo castello di tubi Innocenti ad uso di impalcatura fissa alla metà del giugno 1989 e sì è concluso alla fine dello scorso novembre.

Tanto le sculture a bassorilievo della Madonna in Misericordia con i confratelli tra i SS. Marco e Francesco (cm. 112 x 158), che gli specchi in marmi vari, le colonne e il timpano che compongono l'edicola (in totale cm. 242 x 231) sono stati accuratamente esaminati dappresso, traendone la campiona- tura del colore (in alcune parti evidente), delle croste nere e delle concrezioni saline.
Sui risultati definitivi delle indagini chimiche, fisiche e petrografiche non ancora concluse, si può anticipare che la Madonna è scolpita in pietra d'Istria, diversamente dai due Santi che sono in marmo saccaroide.
In marmo di Carrara sono invece i capitelli; in marmo Proconnesio le colonne, gli specchi della cornice in verde antico, iassense rosso nella varietà brecciata e pavonazzetto toscano. Mancanze non integrabili si sono rivelate in alcuni "specchi" in marmo che completano i pilastrini di base alle colonne.

Particolarmente grave alla data dell'intervento si presentava la situazione statica e conservativa del timpano, frammentato e rigonfiato a causa delle infiltrazioni di acqua me- teorica dal soprastante balcone.

Portate trecentesco della Scuola della Misericordia.


SUCCESSIONE DEGLI INTERVENTI

1 - Velinatura delle zone di marmo più alterate, con carta giapponese e Gelvatol al         5%

2 - Preconsolidamento delle stesse e delle altre parti con resina metilfenilsiliconica       11.309 al 10% in clorotene.

3 - Scrostatura da malte e intonaci

4 - Rimozione di ganci e chiodi di ferro

5 - Rimozione del gesso attorno al tassello in marmo posteriore
     alla corona di Maria

6 - Rimozione delle veline in carta giapponese

7 - Pulitura con microsabbiatore di precisione

8 - Consolidamento delle scrostature con resina metilfenilsili-conica 11.309 al
     10% in clorotene

9 - Scrostatura a bisturi delle croste nere e del caseato di calcio dalle zone
      pigmentate

10 - Rifinitura a bisturi dei capitelli

11 - Stuccatura delle grosse fessure e buchi tra edicola e cornicione sottostante
        (con resina poliestere liquida, graniglia di calcare e sabbia: per riempimento
        quarzite, Primal A.C. 33, Polifilla per esterni e polvere di marmo: per rifinitura)

12 - Stuccatura di fessurazioni all'interno, cori quarzite e Primal A.C.33

13 - Integrazione pittorica delle pareti solfatate (bìanche) con terra d'ombra
        naturale, acqua e Primal A.C.33

14 - Sul davanzale della finestra, onde "prevenire" altri danni indotti dalle acque
        meteoriche, si sono asportate vecchie malte disgregate e perni in ferro
        piombati. Si è operata quindi una stuccatura di riempimento dei vuoti: a fondo
        con poliestere liquido e quarzite; di rifinitura con quarzite, Paraloid e Primal
        A.C.33.
        Le grandi cavità sotto al davanzale, colmate con poliuretano espanso, sono
        state rifinite con sabbia e Primal, e in superficie con quarzite e Primal. A lati
        sono state poste due sagome triangolari di truciolare da 5 mm,
        precedentemente impermeabilizzato

15 - Tutte le íntegrazioni sui piani orizzontali sono state eseguite a sbalzo per
        evitare il ristagno dell'acqua meteorica

16 - Il trattamento finale protettivo è stato eseguito con resina metilfenilsiliconica
       11.309 al 5% in clorotene.

 

CONCLUSIONI

A restauro ultimato l'opera risulta composta dal bassorilievo figurale attribuitile a ignoto scultore veneziano a cavaliere tra il secolo XIV ed il XV, forse nella cerchia di Andriolo de' Sanctis.

Ciò che resta sì riferisce evidentemente all'intervento del 1570, finanziato dal Bonamor, e condotto, più che da Andrea Palladío, dal documentato "maestro Salvador", allievo del Sansovino "intendente e vero architetto" della fabbrica.

 

dr. Ettore MERKEL Direttore dei lavori