I MUSEI gestiti da Archeoclub d'Italia San Ferdinando di Puglia Museo Civico |
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Il Museo civico di San Ferdinando di Puglia è stato istituito nel 1984 , persegue "la massima collocazione possibile della tutela e della conservazione dei Beni culturali per mantenerne la stratigrafia a titolo scientifico, per porli in fruizione diretta delle comunità che li possiedono e per farne motivo di educazione permanente". Attualmente occupa il primo piano dell'ex sede comunale sita in piazza Trieste. La gestione è affidata alla locale sezione di Archeoclub d'Italia. Responsabile è il presidente della Sede locale, prof. Savino Defacendis. La SEZIONE ARCHEOLOGICA annovera una ricca collezione di materiale che va dal Neolitico all'Alto Medioevo, frutto di sistematiche ricerche sul territorio da parte dei soci Archeoclub di San Ferdinando condotte in stretta collaborazione con la Soprintendenza archeologica della Puglia. Numerose sono le pubblicazioni che prendono in esame i reperti custoditi nel Deposito comunale, alcuni dei quali costituiscono esempi rari o unici delle civiltà che si sono avvicendate nel corso dei millenni. Dei 23 siti dei Neolitico (VII- III millennio a.C.) sono esposte tutte le classi di ceramica e le varie tipologie dei manufatti litici (asce, percussori, picconi, macine) e silicei (lame, punte, raschia- tori, bulini). La raccolta si sta arricchendo di materiali rinvenuti negli insediamenti dell'età dei Bronzo (il millennio a.C.) dell'agro comunale e provenienti soprattutto dall'area ipogeica di Terra di Corte. Dei periodo dauno e romano numerose sono le testimonianze: la ceramica listata di Barracchia, macine di trachite, pavimenti, oggetti miniaturistici, pesi da telaio (alcuni rari). Unici nel loro genere sono risultati alcuni frammenti di olle con decorazione atipica: scene di caccia e di offerte con figure umane che, finora, non trovano riscontro in nessun'altra raccolta. Nel lapidario sono esposte epigrafi romane e medievali che stanno a documentare pagine di storia dei territorio a sinistra dei basso corso dell'Ofanto: molti reperti riguardano alcune delle 16 ville rustiche romane di età repubblicana e imperiale collegate anche al fenomeno della centuriazione. A questo periodo e all'età tardo-antica e paleocristiana risalgono per lo più le lucerne e le monete: esse costituiscono nell'insieme una documentazione storico- archeologica di grande interesse in quanto di ciascuna si conosce la località di rinvenimento. Completano il quadro espositivo le ceramiche medievali (emblematiche quelle di Bellaveduta): testimoniano l'ampio arco di tempo nella frequentazione delle nostre terre e il rapporto culturale con altri centri vicini come Canne, Salpi, Canosa. La SEZIONE ETNOGRAFICA raccoglie umili oggetti della Civiltà contadina che conservano intatta la modestia e la semplicità della gente che li adoperava. Oggi essi costituiscono l'unica testimonianza materiale di una vita vissuta nelle ristrettezze e nelle privazioni ma con dignità e con grande forza d'animo. la finalità della esposizione vuole essere essenzialmente didattica. La memoria del passato viene riproposta per essere di stimolo alle nuove generazioni: si tende a far meglio apprezzare le conquiste sociali ed economiche attuali per costruire un futuro migliore. Il criterio espositivo si è adattato alla tipologia degli oggetti nei limiti del condizionamento imposto dalla disposizione dei locali. Per lo più gli oggetti in mostra, ormai in disuso, sono raccolti in modo da ricostruire gli ambienti dei vecchi mestieri. Nella prima stanza sono sistemati gli attrezzi del ciabattino, del muratore, dell'ombrellaio, del commerciante di mandorle; nell'angolo del grano sono esposte vecchie macine, setacci, falci e attrezzi di legno. In un altro ambiente è stato ricostruito il monolocale in cui abitava la famiglia del contadino con l'annessa stalla: fanno bella mostra di sé, fra l'altro, due aratri di legno e oggetti ormai scomparsi del tutto dall'uso quotidiano. Nel locale attiguo sono stati adattati due ambienti che tanto incuriosiscono i piccoli visitatori delle scuole e che emozionano gli adulti: l'aula scolastica di una volta e i vecchi giocattoli. Completano la mostra le botteghe del falegname, del fabbro, dello stagnino e del bottaio con gli angoli del vino e delle bilance. Tanti altri attrezzi da lavoro e oggetti ammassati nel deposito attendono di essere portati all'attenzione dei visitatori.
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