ASCOLI PICENO
Ascoli nell’alto Medioevo
incontri di studio
Il 476 d.C., l’anno che vide la fine dell’Impero Romano d’Occidente, con la deposizione di Romolo Augustolo e l’avvento di Odoacre, re degli Eruli, non fu avvertito in modo sensibile come un momento di sostanziale svolta. La crisi era avviata già da diverso tempo, e l’avvento del re barbaro sul suolo dell’Italia non fu che uno dei tanti eventi che costellarono la convulsa conclusione della vicenda di Roma antica. Nel VI secolo la situazione si aggrava, e la Penisola sembra avvolta in un agone di tragiche vicende. Nel 538 il Piceno è interessato da una grave carestia che colpisce una miriade di contadini. Nel 544 Ascoli viene assediata dagli Ostrogoti di Totila e l’anno successivo viene saccheggiata. Segue la lunga e sanguinosa guerra gotobizantina, che si conclude sul suolo piceno nel 552. L’arrivo dei Longobardi, che conquistano Ascoli nel 578, segna la definitiva conclusione del mondo antico e la nascita lenta e graduale di nuovi equilibri e di nuovi rapporti che avrebbero determinato sul lungo periodo l’exploit politico, sociale e culturale di quell’epoca che chiamiamo Medioevo. La conversione alla fede cattolica fa sì che gli stessi Longobardi diventino i protagonisti delle vicende dell’Italia altomedievale anche all’indomani della sconfitta subita nel 774 per mano del re dei Franchi Carlo Magno. Tra il VI e l’VIII secolo si afferma sul suolo italico una realtà politica e culturale composita, conflittuale e al tempo stesso omogenea, nel segno della memoria del mondo antico, e nel segno della dominante presenza del mondo reli gioso in ogni ambito della vita pubblica. Sul suolo italico come nel resto del continente europeo viene così definendosi quella realtà chiamata Medioevo che vede la rinascita dell’Impero d’Occidente e l’avvento della Cristianità latina. Chiudendo l’itinerario cronotematico dedicato all’Ascoli antica, Ascoli nell’alto Medioevo ripercorre sul supporto dell’archeologia, della storiografia e della storia dell’arte le vicende che condussero il Piceno e l’intero Occidente allo schiudersi di una nuova epoca. La celebre necropoli di Castel Trosino con i suoi arredi in larga parte conservati a Roma, ma anche il sepolcreto goto di Cagnano di Acquasanta, la cripta della chiesa antica di S. Benedetto in Tronto (oggi S. Mauro) presso Monsampolo, la chiesa plebana di S. Maria a Vico presso S. Omero, gli affreschi del sacello conglobato nella chiesa benedettina dei Ss. Ruffino e Vitale presso Amandola, tracciano un itinerario che restituisce con immediatezza la realtà di un’epoca, quella tesa tra il VI secolo e l’Anno Mille, difficile, contrastata, ma anche percorsa da una vena di forte vitalità.
In base al Decreto del Provveditorato agli Studi di Ascoli Piceno, prot. n. 12651 del 2282001, gli incontri di studio rientrano nel Piano Provinciale di Aggiornamento per il personale docente delle scuole elementari, medie inferiori e superiori, con riferimento alle seguenti aree disciplinari: linguisticoletteraria, storico sociale, artistica, religiosa. Agli studenti del triennio delle scuole superiori che ne faranno richiesta, sarà inoltre rilasciato l’attestato valido al conseguimento del credito formativo. Le visite guidate non rientrano nel programma del Corso. In sintonia con la rivalorizzazione dell’area della necropoli di Castel Trosino, nella prospettiva della costituzione presso il Forte Malatesta di un polo di studio espressamente dedicato alla realtà dell’alto Medioevo, la sede ascolana dell’Archeoclub d’Italia, con il patrocinio e il rinnovato sostegno economico e organizzativo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ascoli, ha offerto al mondo della scuola e all’intera cittadinanza una serie di incontri seminariali nel quadro di un organico programma di studio e di divulgazione che si sta concretizzando con determinanti sviluppi anche sul piano dell’editoria specifica.