Ostuni
Elaioteca e frantoi ipogei
Ostuni, la città bianca che si affaccia sulla pianura pugliese tra la zona archeologica di Egnazia e Brindisi, vanta oggi un’altra attrattiva. Non più solo le mura candide delle case, l’obelisco barocco del protettore Sant’Oronzo, l’antico convento francescano trasformato in municipio, il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale in un convento di clausura, la piazza dominante il colle con la Cattedrale dalla facciata tardogotica, il Seminario ed il Palazzo Vescovile: in un suggestivo vicolo, a due passi dalla Cattedrale, accanto al Castello Marchesale trasformato in albergo, è stata aperta una elaioteca, inaugurata dal sindaco Lorenzo Cirasino, con l’assessore al turismo Lorenzo Valente e Antonio Conte, presidente della Federazione Europea Stampa Turistica. Ma cos’è una elaioteca? Il nome di etimologia grecoantica sta ad indicare una mostra permanente, una vetrina delle produzioni olearie della "Strada dell’Olio Collina di Brindisi", associazione che comprende aziende agricole del settore, come spiega il presidente Maurizio Nunzio Fiolo. La Strada dell’Olio si snoda per 21 tappe nelle campagne dei comuni di Carovigno, Ceglie Messa pica, Cisternino, Fasano, Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni, dove è presente un Museo dell’olio d’oliva, e Villa Castelli. L’Italia à il secondo Paese al mondo, dopo la Spagna, come quantità nella produzione olearia, che ammonta a sette milioni di quintali all’anno, di cui tre milioni in Puglia. Ed il paesaggio della regione é costellato di uliveti, con piante secolari se non millenarie dai fiabeschi tronchi aggrovigliati e contorti. Un itinerario oleoenogastronomico, perché la regione à ricca anche di vini tipici, come attesta la cantina cooperativa Upal di Cisternino, specializzata in entrambe le produzioni. Un itinerario anche archeologico, perché in varie aziende di agriturismo è possibile ammirare antichissimi frantoi ipogei. Così, nella piana di Ostuni, presso l’azienda Lamacavallo di Cosimo Putignano, si può visitare un ipogeo con le macine e i torchi per la lavorazio ne delle olive trasformato in un vero e proprio mu seo; all’azienda Il Franto io di Rosalba Ciannamea la struttura con una colle zione di vecchi oggetti; a Villa Agreste di Enzo Iaia il frantoio ipogeo è stato sistemato come museo e sala convegni. Non dimentichiamo che siamo a due passi dal mare. Così altri antichi complessi agricoli hanno trovato una nuova dimen sione turisticobalneare, come la masseria Santa Lucia, trasformata in un Grand Hotel.
Luigi Bernardi