VENEZIA
Novità in laguna
Antonio Foscari in una intervista rilasciata al Giornale dell’Arte, illustra la strategia che, secondo il Professore, dovrebbe seguire il Comitatone per salvare Venezia. Sono passati 35 anni dalla mareggiata del 1966, ed il problema di Venezia è ancora irrisolto. La priorità assoluta è Venezia, ed il suo bacino lagunare, quella parte cioè alimentata dalla bocca portuale di San Nicolò di Lido. La regolazione delle bocche portuali di Malamocco e Chioggia, può attendere un poco. Non si tratta certo secondo Foscari di dividere la Laguna Veneta, che è composta di diversi, autonomi bacini lagunari, ma si tratterebbe solo di intervenire gradualmente partendo dalla Laguna di Venezia. Si possono realizzare delle arginature con delle palancole, secondo la tecnica in uso a Venezia da secoli. Infiggere palancole è una operazione rapida e non è complicato rimuoverle per eventuali correzioni. Fatte le arginature si eliminerebbero secondo Foscari, in maniera drastica, gli sversamenti d’acque nel bacino di Malamocco in quello di Venezia e così pure avremmo impedito ogni inquinamento della Laguna di Venezia e ogni rischio di disastro ambientale che possa venire dalla zona industriale. Si individuerebbe così l’ambito omogeneo in cui si deve intervenire con priorità. Sarebbe un vantaggio enorme. Sarebbe inoltre più facile e più economico intervenire in un ambito lagunare ridotto e su una sola bocca portuale anziché su tre. Il vero problema a Venezia è il medio mare. L’acqua alta è un fenomeno che deriva dal surriscaldamento del pianeta, da una congiuntura cioè d’eventi astronomici, meteorologici e fisici: è come la febbre. Nel caso veneziano la malattia è l’alterazione della quota del medio mare. Il livello cioè che il mare raggiunge mediamente nel corso di tutto l’anno nelle escursioni delle sue maree. È il livello fino al quale cresce la vegetazione marina, il verde che le alghe depositano sulle fondamenta veneziane. Allora il progetto dovrebbe fondarsi sul presupposto che ormai il livello dell’acqua, a Venezia, è sempre troppo alto rispetto alla consistenza edilizia della città; e che di giorno in giorno si eleva ulteriormente. Bisogna procedere con assoluta urgenza e tempestività. La responsabilità che abbiamo è grande , dobbiamo dimostrare la capacità della nostra generazione di affrontare e risolvere problemi di così ampia portata, come la conservazione del patrimonio artistico e provvedere a risolvere le conseguenze più gravi del surriscaldamento del pianeta.