Sorrento
Convegno nazionale. Federalismo e beni culturali
Quello di Sorrento è stato per l’Associazione tra i convegni più importanti degli ultimi anni. Durante la due giorni il dibattito, introdotto dalle relazioni del Presidente Mazzitti e dei Consiglieri nazionali Claudio Zucchelli e Gabriele Troilo, ha approfondito i diversi aspetti della complessa problematica connessa all’entrata in vigore della riforma Costituzionale sottoposta al Referendum del 7 ottobre scorso. Al centro dell’attenzione i riflessi della riforma sull’assetto e le competenze in materia di Beni Culturali. Sono state anche illustrate la normativa di riorganizzazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e quella relativa all’affidamento della gestione ai privati prevista dalla legge finanziaria. A conclusione dei lavori è stato approvato un documento inviato al Ministro, ai Presidenti delle Regioni e ai Sindaci dei Comuni in cui è presente l’Associazione.
Il Convegno dei Presidenti che si è svolto a Sorrento nei giorni 1 e 2 dicembre è stato tra i più importanti degli ultimi anni, perché è servito a chiarirci la nuova situazione in rapporto ai Beni Culturali determinata dalla modifica del Titolo V della Costituzione che ha comportato un nuovo assetto delle competenze delle Regioni e degli Enti Locali. La nostra associazione è stata la prima ad aprire il dibattito su questo argomento, cercando di mettere in luce alcuni punti fermi della nuova legge, che, a detta degli esperti, è piuttosto confusa e anche contraddittoria. Su questi punti ci soffermeremo, tralasciando la cronaca del dibattito, al quale è stato dato ampio spazio come anche alle due relazioni fondamentali, tenute dal Consigliere Claudio Zucchelli, vicepresidente, e dal Professor Gabriele Troilo, membri Consiglieri nazionali di Archeoclub d’Italia. Secondo la nuova legge, alcune materie sono riservate allo Stato , mentre altre sono di competenza esclusiva delle Regioni e altre ancora sono definite di legislazione concorrente per le quali lo Stato è chiamato a dettare i principi fondamentali cui le Regioni debbono attenersi. Ai Comuni sono invece riconosciute tutte le funzioni amministrative, salvo che sia necessario l’intervento delle Province, delle Regioni e dello Stato. Vale infatti il principio di sussidiarietà, che crea una catena di efficienza che va dai Comuni allo Stato e alla Unione Europea e viceversa. Per quanto riguarda i Beni Culturali, rimane di pertinenza dello Stato la funzione della tutela; il che vuol dire che lo Stato è l’unico che può porre le regole secondo le quali si individua, si tutela e si difende un bene culturale. Queste regole devono essere espresse in una legge, strumento fondamentale su cui si basano le azioni successive di valorizzazione e di conservazione, che spettano invece alle Regioni. Come per la tutela, anche per la valorizzazione è stata data una definizione legislativa che la si definisce come ogni attività diretta a migliorare, conoscere, conservare e incrementare il bene culturale. Sia la legge generale sulla tutela che quelle regionali sulla valorizzazione hanno però bisogno di istituzioni che possano attuarle concretamente sul territorio, e queste istituzioni sono i Comuni, che si trovano perciò ad affrontare la parte più onerosa dell’intera costruzione legislativa. A questo punto non occorre neppure chiedersi quale sia la strada che il volontariato culturale deve seguire, perché è ovviamente quella di affiancare i Comuni , che nella maggior parte dei casi mancano di quella preparazione e di quelle professionalità che sono indispensabili per la gestione del patrimonio storicoartistico. La consulenza del volontariato (da non confondersi con la consulenza professionale e operativa, che sono vere e proprie prestazioni professionali) diventa un appoggio prezioso per i Comuni, che si troveranno ad avere una serie di responsabilità molto concrete da affrontare, tra cui, non ultima, quella di pianificare la conservazione e la fruizione
del loro patrimonio storico artistico. Inoltre, la possibilità (prevista dalla legge finanziaria per il 2002) data ai privati di affiancare lo Stato e gli Enti territoriali nella gestione di musei e aree archeologiche avrà come effetto anche di esaltare le funzioni di vigilanza dei Comuni, funzioni che soprattutto quelli più piccoli non sempre sono in grado di svolgere da soli. Anche in questo caso l’esperienza di Archeoclub d’Italia può fornire un valido supporto. È chiaro che, sebbene i Comuni siano da sempre i nostri interlocutori privilegiati, non possiamo limitare la nostra azione alla collaborazione con le Amministrazioni comunali. Archeoclub d’Italia può influire ai vari livelli dell’Amministrazione dello Stato esercitando una particolare forma di tutela attraverso un’attenzione continua alle leggi e ai provvedimenti amministrativi; d’altro canto già la sede centrale ha chiesto di partecipare a un tavolo di confronto permanente con il Ministero (vedi documento finale), mentre le sedi locali potranno fare altrettanto in ambito comunale, per poter esprimere valutazioni generali sui diversi provvedimenti e per attuare forme altamente qualificate di partecipazione e di collaborazione. Un’ultima, importante questione vogliamo ricordare, prima di chiudere questa velocissima sintesi sul Convegno di Sorrento. In questi ultimi anni abbiamo assistito a una trasformazione del volontariato, specialmente di quello sociale, che è diventato ormai "impresa sociale". Dobbiamo anche noi rivedere la nostra forma organizzativa e il nostro modo di essere? "L’IRA DI DIO" Nel linguaggio napoletano l’ira di Dio è sinonimo di un cataclisma a cui non si può umanamente resistere, e con questa definizione affettuosa il direttore dell’Azienda Autonoma di Soggiorno di Sorrento ha dato il miglior ritratto possibile di Don Peppino Esposito, l’infaticabile don Peppino che sa sempre stupirci con l’innumerevole quantità di cose che riesce a fare, senza mai sacrificare il rapporto privilegiato con l’Uomo, che egli vede in una dimensione sempre legata al divino. A lui rivolgiamo un ringraziamento che viene dal cuore, per l’ospitalità che ci ha preparato, per la sua attenzione costante ai desideri di ognuno, per il calore della sua amicizia, che non ha trascurato alcun particolare pur di farci sentire tutti a nostro agio nella sua città. E un grazie affettuoso anche ai suoi ragazzi, i soci di Massalubrense, che continuano a seguirlo anche ora che lui è rettore della cattedrale di S. Antonino a Sorrento, e che si sono moltiplicati per fare in modo che tutto andasse secondo il programma stabilito, sempre sorridenti e disponibili ad aiutarci. Un ringraziamento, infine, anche alla Corale di Massalubrense, che la sera del sabato ci ha avvolti in una armonia di suoni e con trascinante musicalità ha arricchito di nuove e intense sensazioni le tradizionali canzoni napoletane.
DOCUMENTO CONCLUSIVO
ARCHEOCLUB D’ITALIA a conclusione del Convegno Nazionale che si è svolto a Sorrento nei giorni 30 novembre, 1 e 2 dicembre 2001, sul tema "Beni culturali e federalismo",
PRESO ATTO
della situazione dei beni culturali complessivamente intesi in rapporto dell’entrata in vigore delle modifiche al titolo V della Costituzione,
RILEVATO
che le iniziative legislative in corso consentono una maggiore valorizzazione e fruizione degli stessi, in attesa che da parte dello Stato e delle Regioni si dia corso all’attuazione della riforma da tali modifiche derivante, ritiene necessario fare alcune considerazione e formulare puntuali proposte. 1. Archeoclub d’Italia rileva l’opportunità che le associazioni di volontariato del settore siano chiamate a partecipare a tavoli permanenti di confronto da istituire ai vari livelli, sui più rilevanti temi interessanti i beni culturali ed ambientali, a partire dal livello ministeriale per l’esame delle grandi questioni sul tappeto, tra cui la legge quadro sul governo del territorio, le norme di attuazione (regolamento, capitolati e disciplinari di concessione) dell’art. 22 della proposta finanziaria 2002 e delle modifiche ad alcune norme recate dal d. lgs. n. 490/1999, specie in tema di sanzioni. In particolare, in relazione al predetto art. 22, Archeoclub d’Italia fa voti affinché venga fatto salvo in via prioritaria il disposto dell’art. 114 del citato t.u. n. 490, anche al fine di salvaguardare quei beni oggetto di tutela non affidati al privato. 2. In pendenza dell’attivazione dei tavoli di confronto, Archeoclub auspica che si faccia luogo sempre per le stesse finalità, a diverse forme di partecipazione qualificata in modo da consentire che l’Associazione possa offrire il proprio contributo fin dal momento in cui verranno posti in istruttoria dalle Regioni i provvedimenti attuativi della riforma costituzionale e dagli enti locali le modifiche ai propri statuti in rapporto alla riforma stessa. 3. Archeoclub auspica, che quanto sopra sia realizzato nei tempi più brevi, in modo che il patrimonio culturale possa essere strumento di una più proficua tutela e valorizzazione, di un maggiore e più agevole godimento e veicolo di sviluppo economico e occupazionale.
Sorrento, 2 dicembre 2001