Le selezioni d’autunno
A pochissimi giorni dal ritorno dalla missione egiziana, con ancora l’eco dei rilievi e delle interessantissime scoperte effettuate sull’Isola di Abuquir e appena prima di dedicarsi ad una ricca stagione di spedizioni archeologiche in tutt’Italia, Marenostrum ha indetto le selezioni autunnali del 2001 per il reclutamento di nuovi volontari professionali, affidabili e capaci, che possano offrire una valida collaborazione alle varie iniziative in programma. Le selezioni si sono svolte nei giorni 27 e 28 ottobre in località Le Grazie di Portovenere, con lezioni teoriche nella sala degli Olivetani, gentilmente messa a disposizione dal Comune di Portovenere, e operazioni in mare supportate dal motoveliero di Marenostrum e la collaborazione ormai di lunga data di uomini e mezzi del CneS della Polizia di Stato, guidati dal Dr. Andrea Salmeri. Numerosi i curiosi intenti ad osservare lo svolgimento delle prove davanti alla suggestiva Grotta Byron, precisamente nella piccola cala sovrastata dai marmi screziati della Chiesa di San Pietro. Prima che la pioggia decretasse l’inesorabile ingresso nella stagione autunnale, la giornata di sole, con mare calmo e visibilità buona, ha agevolato il compito dei candidati, di cui riportiamo di seguito i nomi e le città di provenienza: Annie Pedersoli (Genova), Francesco Bettalli (Livorno) Gaia Bussadori (Modena), Giorgio Gervasi (Palermo), Vincenzo Verduchi (Roma), Roberto Zappaterra (Bologna). Numeroso anche lo staff tecnico di Marenostrum: Orlando Pandolfi (responsabile Nazionale), Stefano Papa (responsabile didattico), Giulio Arnò (attrezzista), Maurizio Franchi (istruttore), Antonello Ca nonici (responsabile mezzi nautici), Federica Rabito (segretaria) e Francesco D’Alessio (ausiliario squadra nautica). I selezionati affronteranno nel marzo del 2002 il corso di I livello necessario per la formazione operativa sulla metodologia tecnica a supporto della prospezione subacquea, le tecniche di ricerca e rilievo e le modalità di lavoro e sicurezza, per poi essere successivamente assegnati ai campi di ricerca. Un percorso formativo indispensabile, mirato a garantire un supporto valido all’archeologo subacqueo, con operazioni sicure in acqua ed interventi di ele vata qualità. Le prossime selezioni per operatori di Marenostrum si terranno nell’aprile 2002. Per partecipare alla selezione, si richiede il possesso di un brevetto sub di secondo livello e l’invio di un curriculum della propria esperienza subacquea.
Chi fosse interessato a collaborare come operatore ausiliario, può inviare un curriculum a: Marenostrum di Archeoclub d’Italia, Viale Colombo, 1 54036 Marina di Carrara (MS) Tel 0348 7847197 Fax 0585 777980 email marenostrum@alfea.it Dipartimento comunicazione Marenostrum
GAETANO LINO responsabile del GIASS
Il mese di novembre ha portato una gradita sorpresa per Archeoclub d’Italia nel mondo dell’archeologia subacquea: l’ing. Gaetano Lino, socio dell’Associazione e membro da diversi anni di Marenostrum, è stato nominato Responsabile del Servizio per il Coordinamento delle Ricerche di Archeologia Subacquea della Sicilia. Consulente scientifico del Servizio è il Dott: Sebastiano Tusa. La professionalità e la competenza dell’ingegner Lino hanno così avuto un meritato riconoscimento ai massimi livelli della Regione Sicilia. A lui i più calorosi auguri da tutti gli uomini di Marenostrum con tutta la stima di anni di comune lavoro.
Dipartimento comunicazione Marenostrum
Porto Palo nuova campagna in Sicilia
Nell’ambito della collaborazione tra Marenostrum e G.I.A.S.S. della Regione Siciliana, già formalizzata con apposito protocollo d’intesa, ha avuto inizio lo scorso mese di ottobre la 2ª campagna di scavo del relitto di Porto Palo di Menfi (AG). Il relitto (2º sec. a.c.) è caratterizzato da un carico costituito da tre diversi tipi di anfore (puniche, dressel e greco italiche) contenenti in gran parte i resti di "GARUM» (vertebre e lische di pesce) la salsa di pesce tanto apprezzata dai romani del tempo. I dati raccolti durante i 18 giorni di lavoro caratterizzati da tempo in certo, hanno permesso di aumentare in maniera rilevante le conoscenze utili per lo studio del relitto. Sono infatti state scavate con metodo scientifico e rilevate le coordinate di 15 anfore e di vari frammenti fittili tra cui un piatto di ceramica a vernice nera. È stata rinvenuta inoltre una moneta di bronzo posta su un esteso frammento ligneo del fasciame della nave. La parte lignea rinvenuta durante questa campagna di scavo, è stata lasciata in situ in quanto, pur se frammentata, è ancora ricoperta da due strati di anfore e ne sarà verificata la consistenza in occasione della continuazione degli scavi nel mese di maggio dei risultati hanno collaborato con particolare armonia ed efficienza, la Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento cui si attesta la direzione scientifica; G.I.A.S.S. del Centro Reg. Prog. Restauro della Reione Siciliana e Marenostrum di Archeoclub d’Italia, cui si attesta la direzione tecnica; Nuclei subacquei della Guardia di Finanza di Palermo e Messina, valido supporto logistico e subacqueo; Associazione "La Tartaruga" di Menfi che ha dato supporto logistico a terra. La documentazione fotografica subacquea è stata effettuata in gran parte da Franco Caminiti , operatore di Marenostrum, mentre assistenza tecnica e logistica è stata fornita a terra dall'ausiliaria di Marenostrum arch. Maria D’Amico.
Gaetano Lino
Nuove scoperte archeologiche italiane sull'isola di Nelson
I macedoni fondatori di Alessandria d’Egitto
Il 6 ottobre 2001 la Missione Archeologica Italiana ad Alessandria (MAIA), ha riaperto gli scavi sull’isola di Nelson, che si trova 4 km al largo dell’attuale capo d’Abuqir. Menzionata da Plinio, Pomponio Mela e da altri scrittori antichi, un tempo l’isola si chiamava Isola di Canopo e si trovava di fronte al porto omonimo di Canopo, oggi sott’acqua, nella baia d’Abuqir. Secondo alcune versioni della leggenda greca, è proprio su quest’isola che si troverebbe la tomba dell’eroe omerico Canopo, che morendovi le avrebbe dato il nome. Minacciato dagli scavi clandestini e dall’erosione l’isolotto, che oggi è lungo soltanto 350 metri, è un intero sito archeologico mai stato scavato prima del 1997, anno in cui la Missione Italiana, diretta da Paolo Gallo, ricercatore di Egittologia dell’Università di Torino, ha deciso d’intervenire con la collaborazione del gruppo per la tutela dei beni archeologici subacquei e costieri Marenostrum di Archeoclub d’Italia. Nell’antichità l’isola era molto più grande, ma il mare ha inghiottito la maggior parte della sua superficie, insieme all’antistante città di Canopo e di Heracleion, a causa di una grande scossa tellurica e del forte fenomeno di subsidenza che ne è seguito. Per tale motivo quest’anno, parallelamente agli scavi terrestri la MAIA e Marenostrum hanno intrapreso una prima prospezione subacquea per individuare l’antica linea di costa dell’isola. Cave, anfore e altri manufatti sono stati rilevati in grande quantità ad una profondità variabile tra i tre e i cinque metri, e saranno oggetto di studi più dettagliati nella prossima missione. Gli scavi terrestri della Missione Italiana hanno messo in luce un abitato risalente alla prima occupazione macedone dell’Egitto: l’epoca in cui Alessandro Magno conquistò l’Egitto e venne fondata Alessandria. Si tratta di un ritrovamento rarissimo: ad Alessandria stessa, infatti, a causa dell’acqua che risale dal sottosuolo, nessuno ha mai rinvenuto tracce delle dimore dei primi coloni macedoni. L’abitato dell’Isola di Nelson, con il suo vasellame e con gli oggetti d’uso quotidiano ritrovati nei luoghi dove furono abbandonati, ci permettono di sapere come vivevano i primi conquistatori macedoni nella regione di Alessandria. Molte le armi rinvenute: punte di lancia, di freccia e palle di catapulta in pietra. La guarnigione macedone lasciò definitivamente l’Isola di Canopo pochi decenni più tardi. La ragione di questo abbandono potrebbe essere la creazione del nuovo porto d’Alessandria. I primi macedoni infatti, arrivando in Egitto si installarono a Canopo, che era il più importante e grande porto faraonico del Delta, prima che quello della nuova Alessandria cominciasse a funzionare. Strati più antichi, bruciati da un incendio, appartengono a costruzioni più antiche probabilmente del periodo faraonico, ma saranno scavate l’anno prossimo. E inoltre arrivata un’altra gradita sorpresa: la MAIA ha scoperto anche il tunnel di una cisterna d’acqua piovana d’epoca tolemaica le cui pareti sono tappezzate da iscrizioni greche antiche. Al suo interno, le pareti del cunicolo di entrata sono coperte di graffiti di viaggiatori e di pirati del XVIIXVIII secolo. Molti datano invece tra il 1798 e il 1801: sono stati incisi dai marinai di Horatio Nelson, che dopo aver vinto la battaglia d’Abuqir, usarono l’isolotto come piedà terre, non potendo sbarcare sulla costa. Sepolture degli eroi inglesi della battaglia d’Abuqir, del resto, si ritrovano ovunque nell’isolotto, ben databili per la presenza di materiale associato (anelli, alamari, palle di fucile). Gli scavi del sito grecoromano e faraonico dell’Isola di Canopo apporteranno senz’altro un importante contributo anche alla storia moderna. Gli ultimi giorni della campagna 2001, condotti al di fuori dell’insediamento macedone, hanno offerto nuove scoperte: selci ed oggetti preistorici, una grande tomba ipogea a camere, dentro alla quale si trovava ancora un sarcofago in pietra monolito di tipo faraonico, diverse mummie e statuine egiziane funerarie (usciabti). La natura dei ritrovamenti sottolinea l’importante funzione che la zona di Canopo ha rivestito nell’antichità nei contatti tra la cultura indigena egiziana e quella mediterranea.
Paolo Gallo