Casamassima (Ba)

La Badia di San Lorenzo

La sede locale di Casamassima continua nell'opera di recupero dell'antichissima Badia benedettina San Lorenzo a Casamassima. Da una ricerca specifica effettuata dal noto storico barese Vito Antonio Melchiorre, apprendiamo nuovi particolari sulle origini della Badia San Lorenzo a Casamassima.

La caratteristica chiesetta fu eretta certamente prima del 1087, data di edificazione della Basilica di San Nicola di Bari. Nella bolla di Papa Lucio II, risalente al novembre del 1144, fra le dipendenze dell'Abbazia maggiore di Ognissanti di Cuti, in territorio di Valenzano (Ba) è espressamente citata la Badia San Lorenzo de Autò di Casamassima.

Autò secondo la lingua greca dell'Alto Medioevo, significa "orecchio" o struttura concava.

Nel caso specifico volevasi dire che la chiesetta di Casamassima era costituita da superfici curvilinee sulle pareti laterali a modo di "orecchie o absidi". Quindi San Lorenzo de Autò di Casamassima fu costruita nel periodo storico in cui i greci furono presenti nel nostro territorio e la lingua greca era quivi comprensibile.

Un documento dell'archivio della Cattedrale di Bari, risalente all'anno 962, è certamente una delle poche tracce esistenti che attesta la presenza dei Bizantini nel territorio di Casamassima.

In quel tempo infatti Casamassima ebbe un Giudice greco in loco di nome Leone, insignito della carica di "Imperiali Spathario Kandidato" (uomo di spada vestito di bianco, addetto alla difesa dell'Imperatore di Bisanzio). Il magistrato era assistito dallo "scribente diacono" Iacobo, con la mansione di notaio.

È quindi storicamente concepibile che la edificazione della Badia San Lorenzo, munita delle caratteristiche "orecchie" absidali (attualmente restano visibili due delle tre absidi) sia avvenuta intorno al 962, vale a dire nel X secolo.

Durante il primo anno di papato di Sua Santità Bonifacio VIII, nel mese di luglio 1285, l'abbazia di Ognissanti di Cuti e la Badia San Lorenzo di Casamassima, furono cedute alla Basilica San Nicola di Bari, che ne conserva tuttora la proprietà.

In attesa del nulla osta della Soprintendenza per recuperare l'antica abside occultata da una nicchia, sono stati ricostruiti i secolari e caratteristici muretti a secco che costeggiano il viottolo che conduce alla chiesa. Questo intervento si è reso necessario perché il tempo e l'abbandono avevano ormai fatto diroccare queste antiche strutture. Le tecniche costruttive moderne e il più pratico cemento, sono state e continuano ad essere le cause principali "dell'ammodernamento" del paesaggio rurale della regione.

Queste antiche testimonianze stanno scomparendo poco alla volta dalle nostre campagne e con esse scompaiono anche le maestranze locali, un tempo molto attive sul territorio.

Riproporre questa tecnica costruttiva a secco ha per l'Archeoclub un duplice obiettivo: recuperare un'antica tradizione locale ormai in disuso e restituire alla cittadinanza un pezzo di storia locale.

Nell'area circostante la chiesa, inoltre, sempre con muratura a secco è stato realizzato un palco per le celebrazioni e manifestazioni all'aperto.

Angelo Campanella