Carassai (AP)

Ricordando i Piceni

A Montegiberto si è ripetuta per la sesta volta nel mese di agosto la ormai ben nota manifestazione "Ricordando i Piceni".

Questa ha visto ancora la collaborazione tra l’Archeoclub di Carassai, la Pro Loco e l’amministrazione Comunale a Montegiberto. C’è stato poi il patrocinio della Provincia e di "Piceno da Scoprire S.p.A.".

Tra le novità l’intervento del dott. Walter Scotucci, coordinatore per la Marche dell’Archeoclub d’Italia, e quello di Giuseppe Vico, cultore di storia e archeologia. Quest'ultimo ha affrontato il tema "La guerra in età romana", soffermandosi sulle tradizioni militari dei Piceni e sulle caratteristiche dell'esercito romano.

Sono state così descritte le armi dei Piceni, sia quelle di difesa che quelle di offesa, alcune delle quali di derivazione greca. Nessun esercito al mondo, ha poi aggiunto Vico, ha mai raggiunto le qualità militari dell'esercito romano. Questo, composto da contadini, artigiani, professionisti e persino da mercenari, si adattò nel corso dei secoli a nuovi avversari e a nuovi teatri di guerra. Rimanendo sul tema delle armi, la dott.ssa Simonetta Torresi ha parlato delle "armi foggiate sulla sacralità".

Il sottoscritto ha affrontato il tema riguardante l’attività mercenaria dei Piceni. Come già riferito da alcuni studiosi ( vedi Giovanni Colonna) i Piceni o Peucezi con ogni probabilità parteciparono, come mercenari del re etrusco Porsenna, all’assedio di Roma e anche a quello della colonia greca Cuma. Più di uno studioso infatti si era posto il problema delle armi picene sempre aggiornate nella loro tipologia nel corso dei secoli. Ciò aveva fatto prospettare l’ipotesi di una attività mercenaria da parte dei Piceni, senza sapere però esattamente contro di chi e a favore di chi.

La manifestazione di Montegiberto si è conclusa, come di consueto, con un "Banchetto Piceno In Prospera Silva". Il Preconvio era basato sul nettare degli dei e sul pecorino all’intingolo di miele e noci, mentre il Convivio spaziava dalla zuppa di cereali, all'arrosto ai profumi di bosco, alle fave odorose e ai dolci con vino e frutti selvatici. Il tutto veniva poi accompagnato da suggestioni visive e musicali.

La serietà delle relazioni archeologiche e l'originalità del banchetto piceno pongono senza dubbio questo piccolo paese del Fermano all'attenzione di tutta la Provincia.

Luciano Pallottini