Bari

La torre della cultura

La gestione della cinquecentesca Torre Pelosa, situata a Torre a Mare, è sicuramente la più recente e importante conquista della sede Archeoclub di Bari che da qualche mese ne assicura il servizio di apertura e di fruizione. Il monumento, dopo essere stato torre di avvistamento per circa trecento anni, fu adibita a sede di vari uffici, fino al degrado e all’abbandono. Recentemente si è provveduto al suo restauro, ma nessun progetto è riuscito a tenere in vita la torre che è rimasta a lungo simbolo abbandonato del passato.

La sede di Bari in questa prima fase di gestione ha assicurato con i suoi volontari l’apertura settimanale e la fruizione del sito, organizzando nel contempo attività collaterali.

In particolare si sono svolte manifestazioni artistiche e di spettacolo; alcune mostre sono state allestite all’interno della torre, altre hanno avuto svolgimento nella piazza esterna antistante. La costruzione che costituisce una singolare peculiarità del borgo marinaro, nel progetto complessivo di recupero che Archeoclub d’Italia intende attuare, può risultare uno strumento determinante di aggregazione sociale delle diverse iniziative culturali presenti sul territorio, ma anche luogo di una riappropriazione della memoria storica dei luoghi.

Torre a Mare infatti ha rappresentato nel passato un importante luogo di transito delle popolazioni costiere, e contestualmente un riferimento altrettanto significativo per le popolazioni marinare. In particolare è possibile sviluppare un progetto di recupero costiero delle grotte preistoriche che si affacciano sul mare, ma ancora più interessante potrebbe risultare la realizzazione di un parco archeologico a poche centinaia di metri dalla torre, su di un’area attualmente vincolata nella quale si conservano ancora inesplorate significative testimonianze del passato.

L’antico edificio posto in posizione nodale rispetto al piccolo borgo gode altresì della peculiarità di sovrastare due interessanti percorsi naturalistici posti i contiguità con il territorio del borgo: si tratta di due grandi lame (Lama Giotta e Lama San Giorgio), già nel passato oggetto di studi e attualmente di grande interesse naturalistico.

Vi si conservano infatti ricche e diffuse testimonianze di civiltà antiche, in particolare dell’alto medioevo, con insediamenti rupestri in grotte, ma nel contempo rappresentano rifugio di specie botaniche endemiche e di avio faune variegate.

Oltre alla "conquista" di Torre Pelosa la sede Archeoclub di Bari ha firmato un interessante protocollo di intesa per i servizi di animazione scolastica con la Cooperativa Koinè;un accordo operativo con la fondazione "N. Piccinni" per fruire di particolari agevolazioni nella programmazione artistica e concertistica la compartecipazione nella programmazione delle attività del Centro Operativo Archeologico della Sovrintendenza, presso Palazzo Simi nella città vecchia.

Altre ancora sono state le iniziative che hanno aperto l’anno sociale 2001/2002.

Insieme alla Nova Canendi Academia "Gino Lo Russo-Toma", è stato organizzato un concerto inaugurale vocale pianistico; olre che un incontro culturale dal titolo: "Nel Cuore del Salento: Muro Leccese, architetture, segni e testimonianze recuperate".