Una stagione esaltante
NOTO
Giornate dense di significati e ricche di forti stimoli culturali quelle organizzate nella prima metà dell’anno dalla sede di Archeoclub di Noto. Una prima conferenza in marzo su "Beni Culturali e Turismo", tema di vitale attualità dottamente trattato dal Prof. Paolo Giansiracusa, illustre studioso, docente all’Accademia di Belle Arti e Presidente dell’AAPT di Siracusa. Significativa ed emblematica la sua risposta a chi (il sottoscritto) gli faceva osservare che dal ’90 Noto soffre della mancanza di una realtà museale: "Ma Noto è tutta un museo!". Nello stesso periodo la presentazione ai Soci e ai responsabili dei vari settori delle Amministrazioni Provinciali e Comunali di un Dossier sulle discariche abusive, nei dintorni dell’abitato, veri territori d’ombra in un ambiente altrimenti unico, per la varietà dei paesaggi e per la ricchiezza di elementi storici e archeologici. Il 14 aprile la suggestiva cerimonia del Gemellaggio con la prestigiosa sede di Cerreto Sannita (v. Notiziario Archeoclub n. 237 pag. 25), come a suggello di un nobile patto per i futuri comuni impegni nel campo dei Beni Culturali. È mancato solo lo spumante (imperdonabile dimenticanza!). Il 5 maggio, conferenza su: "Il territorio di Noto in età greca" con relatore l’illustre archeologo Lorenzo Guzzardi. Dal promontorio di Pachino agli scavi della città fortificata di Eloro, dallo stabilimento per la lavorazione del pesce, nei pressi della tonnara di Vendicari, le cui vasche (vi si conservava il "garum") sono in gran parte integre, fino ai reperti di Noto Antica e alle tombe con corredi funerari rinvenute nell’area urbana dell’ex convento di S. Chiara; a riprova che intensa e attiva dovette essere l’attività colonizzatrice dei vari Dori, Calcidesi o Megaresi nell’intero comprensorio netino e che il sito dell’odierna Noto era abitato già 2500 anni fa. Il tutto in un susseguirsi di forti suggestioni suscitate dalla rivisitazione di itinera ri ed ambienti, ad alcuni sicuramente in parte già noti, efficacemente supportata dal linguaggio delle immagini (diapositive), sapientemente scelte e proposte a corredo della colta e profonda esposizione. La nota conclusiva non può non riguardare l’annuncio attraverso un articolo sul mensile "Alveria" di quella che si prospetta come una stagione esaltante per i Beni culturali di Noto: il ritorno dei mosaici nella Villa del Tellaro; la ricostituzione del Museo archeologico negli ampi locali dell’ex monastero di S. Chiara, con una sezione riservata alle sculture del Pirrone; la costituzione non più solo ipotetica di un Museo dell’Arte sacra (Noto è sede vescovile dal 1844); e ancora un Museo del Teatro, intestato all’illustre concittadina Tina Di Lorenzo; infine un Museo degli ex voto, già in allestimento, nel suggestivo complesso dell’eremo di S. Corrado. Troppa grazia? No, Noto li merita tutti.
Orazio Di Rosa