MARENOSTRUM
Le Frecce Tricolori e il Motoveliero
Il mare agitato dalla libecciata dei giorni precedenti si è disteso in una leggera onda lunga nella soleggiata giornata di domenica 2 settembre. Il cielo, solo a tratti interessato da limitati cumoli, consentiva una buona visibilità: quasi mezzo milione di persone sono state così invogliate ad invadere il litorale e le alture che dalla prima Liguria conduce alla Versilia, per assistere alle esibizioni dei dieci Aermacchi MB 339 A/PAN della Pattuglia Acrobatica dell’Aeronautica Militare. La manifestazione, organizzata egregiamente dall’Archeoclub di Marina di Massa e coordinata da Gianluca Pierami, in collaborazione con Aeronautica Militare, Comune di Carrara e APT, ha raggiunto un livello tecnico assolutamente straordinario. Elicotteri e velivoli della Marina Militare, della Guardia di Finanza, nonché velivoli civili solisti, si sono esibiti in splendide dimostrazioni di volo, mentre Guardia Costiera, Polizia, Aeronautica hanno dato un saggio della loro efficienza nel recupero di naufraghi in mare. Ma sono state le evoluzioni della Pattuglia a sollevare l’entusiasmo dell’immensa folla fitta sulle lunghe spiagge: il comandante della pattuglia, tenente colonnello pilota Maurizio De Rinaldis, ha guidato da terra l’intreccio fantastico dei jet lanciati nel cielo colorato dai fumogeni tricolori, in un incessante sviluppo di figure acrobatiche. A poche centinaia di metri dalla costa, ben visibile dall’incredibile folla, lo storico motoveliero di Marenostrum, ancorato a riferimento, prua al mare, nel punto esatto necessario ai piloti per condurre in sicurezza le evoluzioni. Gli operatori di Marenostrum, secondo le indicazioni che il Comandante De Rinaldis forniva, hanno posizionato due gruppi di boe e lo stesso motoveliero, formando così un riferimento preciso per i piloti. Il motoveliero, affiancato da un’imbarcazio ne degli ormeggiatori, era solo, in un tratto di mare sgombro per un rettangolo di un miglio per due, sorvegliato esternamente da una flottiglia coordinata dalla Guardia Costiera, nella quale spiccava la nave appoggio "Pedretti" del Comando Subacquei Incursori della Marina Militare. L’equipaggio del motoveliero Marenostrum ha issato la nuova enorme vela Alfa Romeo per salutare il pubblico e gli assi dell’aviazione. Lo staff che ha lavorato a fianco di Pandolfi: Comandante Walter Braccini, responsabile dell’operazione; Conte, coordinamento tecnicoorganizzativo e responsabile unità nautica; Canonici e di Alessio, comando nautico; Ciaccio, Franchi e Veroli, tecnici imbarcati; Arnò, responsabile stand; De Paolis, Franci, Rabito, Tazzini, Terragnolo, personale ausiliario a terra.
Trinitapoli
Nei giorni 17, 18 e 19 giugno 2001, la Soprintendenza Archeologica della Puglia ha coordinato una prima fase di incontri tecnici con gli operatori di Marenostrum, preliminari alla campagna di prospezione nella zona di mare antistante la località Torre di Pietra. L’area individuata negli anni precedenti nasconde nei suoi fondali una ricchezza di inestimabile valore, testimoniata dai rinvenimenti di anfore risalenti ad epoca romana, utilizzate per il trasporto dei liquidi (in massima parte vino), e ad epoca più tarda fino al II secolo d.C. I segnalati resti murari, probabilmente risalenti al porto della Salapia romana, possono essere considerati inseriti in una delle più importanti rotte commerciali del basso Adriatico. Per questo la Soprintendenza Archeologica della Puglia ha deciso di intraprendere una serie di prospezioni subacquee con il Servizio Centrale per l’Archeologia Subacquea e Marenostrum di Archeoclub d’Italia. La sede Archeoclub di Trinitapoli ha fornito il supporto logistico, mentre il Comune di Trinitapoli ha dimostrato la sua sensibilità alle problematiche culturali patrocinando l’intervento. Il nucleo subacqueo dei Carabinieri di Taranto fornirà supporto alle operazioni, che verranno sostenute anche dalla Guardia Costiera. La campagna di prospezione avrà luogo nel prossimo mese di settembre e sarà coordinata dalla D.ssa Giovanna Pacilio, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologica della Puglia.
A FEZZANO RESTAURO E CONSERVAZIONE
Una nuova pulizia di un monumento marmoreo ha portato Marenostrum a consolidare l’attività di restauro e conservazione specialistica, sperimentata in collaborazione con l’amministrazione portovenerese. Il tecnico esperto di materiali lapidei Dott. Celsi, chimico, ha condotto con estrema perizia le operazioni di pulizia superficiale del monumento ai caduti di Fezzano, riportando il marmo nelle migliori condizioni, senza interventi invasivi e radicali, rispettando lo stato attuale del monumento. I lavori, offerti da Marenostrum alla collettività, hanno perfettamente raggiunto lo scopo prefisso, sottolineando la qualità delle professionalità presenti nell’Associazione, disponibile ad intervenire in altri siti, incrementando l’operatività nello specifico settore.
Daniela Pratesi
LA BAIA DI BYRON: collaborazione tra ENEA, CRN e MARENOSTRUM
La Grotta di Byron ed il Promontorio sui cui sorge la Chiesa di San Pietro, nel Comune di Porto Venere (SP), sono fra i casi di studio selezionati tra diversi siti del patrimonio storico culturale su tutto il territorio nazionale nell’ambito del Progetto "Linee guida per la salvaguardia dei Beni Culturali dai rischi naturali", che vede tra i suoi partecipanti enti di ricerca nazionali come l’ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) e il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) nonché importanti Aziende di livello internazionale, fra cui IBM Italia. La ricerca è volta in primo luogo ad analizzare i dissesti idrogeologici attivi nell’area e ad individuare le loro cause, per poi proporre i possibili interventi di mitigazione a basso impatto, scelti nel rispetto degli aspetti storici e culturali del sito. Gli esperti incaricati per lo svolgimento dello studio, Il Dottor Margottini, capo della Sezione Dinamiche Geologiche e Territorio dell’ENEA, e la Dottoressa Lisa Borgatti, del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, hanno dato vita ad una collaborazione con Marenostrum, in particolare per svolgere una prospezione subacquea ed un rilevamento di dettaglio nelle acque che circondano il promontorio. Questa ricerca ha un"impronta innovativa e mira a ricostruire l’evoluzione dei dissesti tramite l’osservazione della distribuzione spaziale e dello stato dei blocchi di roccia sul fondo.
Lisa Borgatti
SAN VITO LO CAPO, giornata di educazione ambientale
Il 17 giugno 2001 si è svolta nel porto di San Vito Lo Capo (TP) una giornata d’Educazione Ambientale "Fondali Puliti 2001", organizzata dal Comune e in coordinamento con la delegazione di Spiaggia/Guardia Costiera. La presenza di Marenostrum (coord. Maria D’amico e Lino Gaetano) ha ancora una volta dimostrato come il volontariato subacqueo, in collaborazione con altre realtà (Diving locali, Marineria sanvitese, Consorzio del golfo di Castellammare e il Corpo Volontario Soccorso a Mare), possa contribuire a ridare ai luoghi sommersi la loro realtà originaria, salvaguardandone l’habitat e confermando la località Bandiera Blu d’Europa 2001. Gli sponsor nazionali, come Barilla, ModaItalia, Gran Pane Val di Daino, Master Gommoni, hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione alternandosi, alcuni con premi, altri nel rendere la giornata più appetitosa con degustazioni gastronomiche.
Maria d’Amico
I Carabinieri Subacquei
La nascita dei Carabinieri Subacquei risale ai primi anni ‘50, quando il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri avvertì la necessità di disporre di operatori in grado di incrementare le potenzialità operative nel particolare ambiente acquatico. Furono così costituiti, nell’estate del 1953, i primi due "Nuclei Carabinieri Subacquei" presso le Legioni di Genova e Napoli, inizialmente impiegati in operazioni di Polizia Giudiziaria (ricerca e recupero di corpi di reato, armi, ecc.) e di soccorso in occasione di alluvioni ed allagamenti. Con il passare degli anni, il Comando Generale dell’Arma procedette ad un riordinamento della Specialità, attribuendo alla stessa l’attuale fisionomia organica con l’inquadramento del personale specializzato nel Servizio Navale, la creazione del Centro Carabinieri Subacquei in Genova e l’istituzione di 6 Nuclei Subacquei, rispettivamente dislocati nelle città di Trieste, Roma, Cagliari, Napoli, Messina e Taranto. Il Centro Subacquei acquisì così la funzione di selezione, formazione e perfezionamento del personale specializzato, di coordinamento dell’attività operativa dei Nuclei Subacquei dipendenti e di armonizzazione e controllo del tasso addestrativo del personale in forza ai Nuclei. Al Servizio Subacquei dell’Arma dei Carabinieri, formato interamente da personale specializzato, furono affidati compiti di Polizia Giudiziaria, di soccorso, rilevamento, assistenza ad attività scientifiche e sportive. I suoi compiti prevedono anche la localizzazione ed il recupero di materiale di interesse archeologico, i rilevamenti topofotografici e telecinematografici connessi con lo studio dei fondali, le ispezioni e i rilevamenti fotografici di infrastrutture subacquee, il prelevamento di campioni biologici e il concorso nelle ricerche subacquee di interesse scientifico, il concorso nel rilevamento del grado di inquinamento delle acque e il collaudo e la verifica di attrezzature ed apparati subacquei. La moderna struttura dei Reparti Subacquei si avvale di sofisticati mezzi navali di superficie, tra cui motovedette d’altura "classe S" e "classe 500 S", e degli elicotteri del Servizio Aereo dell’Arma dei Carabinieri. Attrezzature sofisticate particolarmente interessanti e versatili sono i sistemi filoguidati "PLUTO" per operazioni subacquee di ricerca e localizzazione di oggetti sommersi fino alla profondità di 300 mt. e i sistemi filoguidati "ROV" (Remote Operated Vehicle), ad alimentazione esterna, per operazioni di ricerca fino alla profondità di 150 metri, idrofoni, videocamere e complessi fotografici subacquei.
Capitano Pasquale Sario
"L’articolo precedente è un doveroso omaggio all’arma dei Carabinieri che, nei suoi numerosi compiti istituzionali, eccelle anche nello specifico settore dell’archeologia subacquea con i suoi attivissimi e professionali nuclei subacquei. Marenostrum ha avuto l’onore di sperimentare tale grande professionalità in alcune campagne nei mari italiani, tra cui la Sicilia (S. Alessio Siculo e Pantelleria) e la Liguria, dove l’Arma ha operato a totale supporto delle Soprintendenze e Marenostrum ha offerto il suo appoggio."
Marenostrum
A Cura del Dipartimento comunicazione Marenostrum
Daniela Pratesi c/o Club Nautico Viale Colombo, 1 – 54036 Carrara – fax 0585 777980 – email: marenostrum@alfea.it