Dalla preistoria a oggi

CAMPOBELLO DI LICATA (AG)

Profonde sono le radici. E una preziosta testimonianza è costituita dal saggio "Per una Cronistoria di Campobello di Licata", comune collinare in provincia di Agrigento, frutto di un lavoro di ricerca condotta dagli alunni dell’Istituto Comprensivo "G. Mazzini" di Campobello, coordinata dal barone Ugo Antonio Bella, membro di Archeoclub, che ha provveduto alla stesura del testo finale. L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del Progetto Sp.Or.A. (sperimentare, orientare, accogliere), di cui è responsabile il dirigente scolastico Francesco Provenzano. Lavoro condotto "con un’attenzione minuziosa", scrive nella prefazione il prof. Calogero Castelli, dirigente della scuola, "all’analisi delle fonti storiche disponibili, da parte degli alunni magistralmente coordinati dal barone Ugo Antonio Bella, che ha messo a disposizione della scuola non solo la documentazione in suo possesso, ma la metodologia della ricerca storica che ha caratterizzato la sua missione di cultore delle memorie di Campobello di Licata". Si parte dal Pleistocene, circa un milione di anni fa, quando l’uomo apparve in Sicilia; si ricorda che nel 1998 sono state ritrovate, nel territorio tra Campobello e Ravanusa, reperti fossili di un "Elephas primigenius Siciliae" risalenti a circa 450 mila anni fa; si giunge rapida mente all’Eneolitico (IVIII millennio a.C.), all’Età del Bronzo (fine III millennio – metà IX secolo a.C.), di cui sono testimonianze frammenti di ceramiche, una tomba micenea e vari reperti attestanti il rapporto del territorio agrigentino con la cultura dei Greci ed i loro insediamenti in Sicilia. L’indagine continua attraverso i vari periodi storici, romano, bizantino, arabo, normannosvevo, borbonico, dell’unità d’Italia, fino allo sbarco degli Alleati a Licata, Campobello di Licata e Canicatti, e quindi ai giorni nostri. Seguono altri capitali dedicati a vari aspetti: scheda del territorio, elenco dei sindaci, dei caduti in guerra, dei prelati succedutisi nelle chiese cittadine, delle opere d’arte ivi racchiuse. E vogliamo sottolineare che il cognome Bella appare più volte tra le personalità locali succedutesi nei secoli.

Il saggio può esser consultato presso il sito internet      www.baronebella.com